Il passeggero sanzionato secondo il Consiglio di Stato, al fine di proporre azione legale, è tenuto a conoscere l’identità del controllore

Il passeggero sanzionato secondo il Consiglio di Stato, al fine di proporre azione legale, è tenuto a conoscere l’identità del controllore

(Sentenza Cons. St. Sez. V, n.2530/2022)

Un passeggero di un treno spesso capita che non accettando la sanzione imposta dal  controllore dei biglietti  si rifiuti violentemente di fornire le proprie generalità.

Essendo poi il controllore un pubblico ufficiale come anche in sentenza Cass. Pen. Sez.I sent. N..38389/209 il passeggero è tenuto ad esibire i propri documenti su richiesta. Tanto è vero che sebbene la mancata obliterazione del biglietto fa scaturire una semplice sanzione amministrativa, il diniego di farsi identificare con i propri documenti è riconosciuto come reato ai sensi dell’art..651 c.p. che sanziona “chiunque, richiesto da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, rifiuta di dare indicazioni sulla propria identità personale, sul proprio stato, o su altre qualità personali”.

Con sentenza del Consiglio di Stato, Sez. V, sent. n. 2530/2022 e precedentemente quella del Tar del Veneto, pur in assenza di normativa specifica hanno chiarito, altresì, come già affrontato l’Ordinanza n. 39531/2021, la Cass. 1° Sez. Civ. aveva precisato “il principio secondo cui l’interesse alla riservatezza dei dati personali deve cedere, a fronte della tutela di altri interessi giuridicamente rilevanti, e dall’ordinamento configurati come prevalenti nel necessario bilanciamento operato, fra i quali l’interesse, ove autentico e non surrettizio, all’esercizio del diritto di difesa in giudizio”.

La conoscenza delle informazioni personali di un soggetto, seppur nella qualità di pubblico ufficiale, risulta essere necessaria e strumentale al fine di esercitare il diritto inviolabile di difesa in giudizio come sancito dall’art. 24 Cost.. Pertanto, la privacy viene meno, ed i suddetti dati devono essere resi noti all’individuo intenzionato a ricorrere agli organi giurisdizionali

Il Consiglio di Stato nel confermare quanto deciso dal Tar del Veneto ha dato ragione al passeggero, in quanto non è di rilievo la necessità di assicurare la privacy dell’agente accertatore, “atteso che non si rinvengono nell’ordinamento disposizioni normative che tutelano nella fattispecie il diritto alla riservatezza, a fronte della necessità, nel bilanciamento di opposti interessi, di garantire l’esercizio del diritto di difesa (art. 24 Cost.)”. Inoltre, l’attività espletata dal controllore del treno, incaricato di un pubblico servizio, obbliga anche alla sottoscrizione degli atti come, nel caso di specie, il verbale di sanzione pecuniaria. Pertanto, non si evidenzia un diritto all’anonimato del pubblico ufficiale.

Per ulteriori approfondimenti: Studio Legale Civile & Penale Avv. Paolo Saracco