Patto di collaborazione del Buon Pastore con il Comune di Caserta per Piazza Pitesti, la protesta delle altre associazioni

L’annuncio del Patto di Collaborazione stipulato tra Comune di Caserta e Chiesa del Buon Pastore per la gestione di Piazza Pitesti ha lasciato di stucco una bella fetta del mondo dell’associazionismo casertano.

Sulla pagina facebook ufficiale del Comune di Caserta e su quella del Sindaco Carlo Marino, innumerevoli i commenti di richiesta di spiegazioni sulla repentinità di un provvedimento che è invece in sospeso rispetto a numerose realtà del territorio pur faticosamente gestite da volontari e associazioni con impegno ragguardevole in risorse umane, energie, tempo e spese il più delle volte autofinanziate.

Richieste di Patti di collaborazione nel limbo anche da tre anni, come per esempio la richiesta per la Casa del Sociale alla Caserma Sacchi (in attesa da 8 mesi); la Villetta di via Arno (in attesa da 3 anni), la Biblioteca comunale (da due anni), la Villetta via Acquaviva (3 anni), la Villa di Parco degli Aranci (6 mesi).

Tra i vari interventi sulla vicenda degna di interesse la lettera della professoressa Nikea Albanese, che ben spiega i termini della questione. Noi Ve la riportiamo:

Egregio signor Sindaco, 

apprendo con grande meraviglia che la Giunta comunale , presieduta dal vice sindaco Francesco De Michele, nell’ ultima seduta ha approvato un “patto di collaborazione per la tutela di Piazza Pitesti”.

L’ accordo sarà siglato a giorni da lei e dal reverendo Don Antonello Giannotti della Parrocchia del Buon Pastore.

Il regolamento per la collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la cura e la gestione dei beni comuni urbani, approvato dal Consiglio comunale nel giugno del 2017, e a cui tale patto dovrebbe uniformarsi, prevede la realizzazione di progetti di inclusione e integrazione sociale che incidano sul miglioramento della qualità della vita urbana.

Lo stesso regolamento richiede, inoltre, che siano definiti obiettivi e modalità di azione, nonchè i ruoli e i reciproci impegni ( del Comune e delle Associazioni di cittadini).

Nel “Patto per piazza Pitesti” gli attori sono Il Comune ,e non Associazioni di cittadini, ma un ente ecclesiastico al quale viene in sostanza concesso l’ uso gratuito di un suolo pubblico per svariate e indefinite attività, con obiettivi ancor più vaghi, e attribuibili in definitiva a una fede religiosa.

La nostra Costituzione, per fortuna ancora vigente, riconosce come principi fondamentali del nostro Stato la laicità e la pluralità, garantendo pari dignità di fronte alla legge a tutti cittadini, senza distinzione di sesso, di razza, e di religione.
“Fare e essere comunità”, a cui lei attribuisce il valore di esigenza indispensabile della città, e che migliorerebbe la “qualità della vita di tutti”, sarebbe davvero un miracolo. Lo dovremmmo attribuire alla parocchia del Buon Pastore?

La città di Caserta è di tutti i cittadini, che hanno diritto di frequentare liberamente tutti gli spazi pubblici, compresa piazza Pitesti,senza distinzione di religione.
Ben altre sono le esigenze della nostra città, talmente trascurate da far classificare la stessa all’ ultimo posto , ogni anno , nella graduatoria della vivibilità delle città italiane.
Se dovessimo fare un elenco non sapremmo da dove cominciare!

Trasporti pubblici praticamente inesistenti, con gravi disagi alla mobilità dei cittadini, specie delle persone anziane, aggravati dal fatto che molti servizi comunali sono dislocati all’ estrema periferia della città.

Totale incuria del verde pubblico e alberi secolari che, sia in periferia sia in centro, possono cadere, mettendo in pericolo l’ incolumità dei cittadini , come peraltro in recenti e diverse occasioni già accaduto.

Buche nelle strade, ove a volte si infortunano i malcapitati cittadini, o si danneggiano le ruote di autoveicoli o biciclette.

Ma lei è veramente convinto che il “Patto per Piazza Pitesti” potrebbe risolvere i problemi di una popolazione di una città come Caserta, costituita maggiormente da anziani, e dove mancano scuole e servizi sociali?

Con la speranza che la Giunta da lei presieduta si impegni seriamente su ben altri temi indispensabili al benessere della nostra città, le invio cordiali saluti.

Nikea Albanese