“Una persona alla volta”, il libro postumo di Gino Strada presentato dalla moglie Simonetta Gola al Capua il Luogo della Lingua Festival (VIDEO)

Simonetta Gola al Capua il Luogo della Lingua Festival
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Da anni responsabile della comunicazione e delle campagne di raccolta fondi nazionali di Emergency, la giornalista Simonetta Gola è arrivata al Capua il Luogo della Lingua festival per presentare il libro “Una persona alla volta”, scritto da Gino Strada negli anni precedenti alla sua morte avvenuta il 13 agosto dello scorso anno.

E lei, che del chirurgo fondatore di Emergency ne è stata amica e collaboratrice per decenni e poi anche moglie pochi mesi prima che morisse, ha raccontato una missione per la vita durata tutta la vita.

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“È un libro al quale Gino stava lavorando da un po’ – spiega Simonetta Gola – con la voglia di raccontare le due cose che avevano orientato tutta la sua vita e per le quali valeva ancora la pena battersi: la prima è che la guerra non va mai fatta, la seconda è che la salute è un diritto umano fondamentale.

Non è un libro autobiografico ma di riflessione, la stessa che Gino ha voluto lasciare quale eredità culturale contro i rischi che stiamo correndo ancora oggi continuando a chiudere gli occhi di fronte alla perdita dei diritti, nostri e soprattutto delle persone che sono nei paesi in guerra.

Gino ha sempre mantenuto alta l’attenzione e suonato il campanello d’allarme con l’evidenza che stessimo andando precipitosamente verso l’autodistruzione accettando la guerra come necessaria e la vita umana come sacrificabile. Un orrore non solo etico ma anche per il rischio atomico che ne sottintendeva. Ipotesi che all’epoca sembrava esagerata e che oggi è reale con la guerra Ucraina Russia”.

Alla presentazione del libro, moderata da Ottavio Mirra e Nicola Purgato nella chiesa longobarda San Salvatore a Corte di Capua, è intervenuto anche Sergio Serraino,coordinatore dell’ambulatorio Emergency di Castel Volturno, che ha aggiunto:

“Con Emergency operiamo a Castel Volturno dal 2013. Ad oggi abbiamo superato i 12mila pazienti e le 70mila prestazioni effettuate. Di fatto siamo diventati punto di riferimento per quel territorio. Non soltanto per la comunità straniera che risiede in quell’area, ma anche per molti cittadini italiani, per le altre associazioni, gli operatori del Terzo Settore, per le Istituzioni.

Ciò perché il nostro ruolo è quello di colmare vuoti, di affrontare emergenze in collaborazione con le istituzioni del territorio, in aiuto e mai in sostituzione, siglando a titolo gratuito protocolli d’intesa senza i quali nessuna azione sarebbe possibile. Ma il nostro obiettivo è quello di diventare inutili, perché questo vuol dire che leIstituzioni del territorio stanno svolgendo il loro ruolo e il loro dovere e non hanno più bisogno di noi. Perché quando arriva Emergency è un segnale di fallimento delle Istituzioni”.