Picco di diossine nell’aria in provincia di Caserta dopo l’incendio di Teverola

Picco di diossine nell’aria in provincia di Caserta dopo l’incendio di Teverola-Carinaro

C’è un evidente aumento della concentrazione di diossine e furani nell’atmosfera dopo il grosso incendio di materiale plastico avvenuto alcuni giorni fa nell’area industriale tra Carinaro e Teverola, in provincia di Caserta.” E’ quanto riporta Fanpage.it in un articolo pubblicato oggi.

L’aria in provincia di Caserta, – continua il giornalista Ciro Pellegrino – in quella zona che tristemente già definiamo da anni Terra dei Fuochi è ulteriormente inquinata da 3 giorni a questa parte. Motivo? Il grosso incendio di materiale plastico, divampato lo scorso 16 settembre in un sito di produzione di componenti per automobili all’interno della zona Asi di Teverola-Carinaro.

“Le concentrazioni disperse nell’aria a causa dell’incendio di qualche giorno fa sono notevoli. Come si fa a capirlo? Pur non essendoci limiti di riferimento imposti dalla legislazione per la concentrazione di diossine in aria ambiente, l’Agenzia regionale campana prende quale valore di riferimento quello correntemente utilizzato dalla comunità scientifica, ovvero quello proposto dalla Germania e specificamente dal comitato dei Lander per il controllo delle emissioni.”

I primi risultati del monitoraggio delle diossine disperse in atmosfera disposto dall’Arpac, l’agenzia regionale di protezione ambientale, non sono affatto buoni. Ecco cosa dice:

Gli esiti analitici, relativi a un periodo di campionamento di 24 ore tra il 16 e il 17 settembre, riportano un valore di concentrazione di diossine e furani (PCDD-PCDF) in aria campionata pari a 2,46 pg/Nm3 I-TEQ (picogrammi per normal metro cubo in termini di Tef, tossicità totale equivalente).