Il pitbull Kelly muore dopo un combattimento, nessuna inchiesta aperta per trovare i responsabili

Ha destato molto clamore la triste storia, diffusa nei giorni scorsi, del pitbull Kelly, una femmina morta in seguito ai continui maltrattamenti subiti per mano di esseri umani senza scrupoli. La cagna fu ritrovata in condizioni disperate circa una settimana fa a San Felice a Cancello, all’interno di un sacco di plastica: sul suo corpo ferite e fratture ossee evidentemente collegabili ad anni di maltrattamenti durante i quali Kelly è stata utilizzata per combattimenti clandestini, l’ultimo dei quali le è costato la vita.

A distanza di alcuni giorni dalla morte, e nonostante il fatto che i combattimenti clandestini siano illegali (i responsabili sono punibili con la detenzione fino a tre anni), ad oggi ancora nessuna inchiesta è stata aperta per individuare e punire i responsabili della morte (potremmo definirli i mandanti dell’assassinio) del povero pitbull.

A trovare la povera Kelly sono stati due volontari che immediatamente l’hanno affidata alle cure di un veterinario: l’animale è stato poi trasferito a San Nicola la Strada, in una clinica specializzata, ma nonostante le cure tempestive Kelly dopo una manciata di ore si è arresa ed è deceduta a causa dei morsi e dei traumi subiti durante lo scontro fatale con un altro cane che, proprio come avrà fatto lei tante altre volte, ha dovuto aggredire un suo simile per assicurarsi la sopravvivenza. Questa versione è stata confermata anche dai veterinari, che analizzando le ferite e le fratture hanno ricostruito il triste passato di Kelly.

La notizia ha fatto il giro del web provocando l’indignazione dei tanti amanti degli animali e di chiunque abbia la sensibilità di capire che in ognuno dei nostri amici a quattro zampe si nasconde un’anima, spesso più nobile di quella di alcuni esseri umani. La speranza ora è che venga aperta un’inchiesta che faccia giustizia sul caso, in moda da  impedire che persone simili possano continuare ad arricchirsi ai danni degli animali e che possano esserci in futuro altri cani innocenti uccisi.