Una poesia sulla Pallacanestro di Antonio Barolini. Forza Juvecaserta!

Una poesia sulla Pallacanestro

La pallacanestro è uno sport molto bello e divertente, specialmente per gli innumerevoli tentativi di centrare quel benedetto canestro che per noi dilettanti avviene una volta ogni passaggio di meteora. Cercando il poeta da presentarvi, mi sono imbattuto in una poesia sul basket di Antonio Barolini e colgo quindi l’occasione per spendere due parole su una nostra eccellenza casertana: la squadra della Juvecaserta.

Una squadra di altissimi leoni

Forti, decisi, vincenti! Questo è il team degli immortali, capaci di far sognare con i loro buzer beater (canestri degli ultimi secondi), pronti a rinascere dopo una sconfitta, orgogliosi di alzare l’onorata Coppa Italia e mostrare al mondo intero il proprio Scudetto.

In passato la Juve Caserta era formata da grintosi leoni ma i veri eroi sono i nostri attuali giocatori: nonostante i terribili momenti che stanno affrontando, non abbassano mai la testa ma con sguardi decisi si concentrano per raggiungere sanguinanti obiettivi; il futuro, invece, è nelle mani degli junores, bramosi di vittoria! Noi casertani siamo con voi, qualsiasi cosa accada, grazie alle bellissime emozioni capaci di suscitare quando vi vediamo in azione ed al vostro mindset…quindi risorgete per noi!

Antonio Barolini e la poesia sulla pallacanestro

Lo scrittore vicentino Antonio Barolini fu un poeta crepuscolare ed un rappresentante dei costumi e della società del tempo, specialmente degli Stati Uniti, dove soggiornò a lungo. La sua raccolta principale, Elegie di Croton, vinse il Premio Bagutta.

Il lato negativo dell’uomo, incentrato sulle menzogne e sulle mistificazioni, è il tema principale dei romanzi italo-inglesi, Una lunga pazzia, Le notti della paura; L’ultima contessa di famiglia. Nel Diario di clandestinità e altri scritti in tempo di guerra (1943-5), infine, ci viene mostrata la sua esperienza antifascista. I versi liberi che vi propongo sono tratti dalla silloge Elegie di Croton e si intitola Pallacanestro:

Pallacanestro

L’intreccio delle braccia
ricama l’aria
divaria
in salti silenziosi.
Il pavimento
geme
e i passi
sono tonfi di sassi in acqua.
L’applauso scoppia.
Occhi,
sui denti, di fuoco.
Azzurri e bianchi
i colori del gioco.

A livello stilistico la descrizione è enfatica ed iperbolica; sono presenti le assonanze, le consonanze, l’allitterazione (salti silenziosi), le ellissi (mancano infatti alcune virgole, come ai vv. 3-4, o il verbo essere tra gli ultimi due versi), le metafore (salti silenziosi, occhi di fuoco), la similitudine (i passi sono tonfi di sassi in acqua), il climax (l’applauso scoppia) e la personificazione (il pavimento geme).

La poesia si muove secondo scene ben connesse, in cui ci appaiono le azioni tipiche di questo sport: l’intrecciarsi delle braccia, i salti e le finte dei giocatori per difendere l’aria. Il silenzioso campo di basket, dove gli spettatori attoniti aspettano l’esito dell’azione, viene disturbato solo dai movimenti sonori delle scarpe di ginnastica sul campo (i tonfi). Senza descrivere come è stato compiuto il canestro, il poeta ci fa ascoltare la sonorità della vittoria (l’applauso scoppia) ma ci dipinge anche la grinta dei giocatori dagli occhi di fuoco e dai denti in mostra. I versi si concludono con una tonalità visiva-cromatica, i colori delle magliette, per evitare qualsiasi palese riferimento ad una squadra in particolare. Una poesia che sicuramente fa venire voglia di giocare, di fare o almeno provare a fare un punto e di iscriversi ai corsi di basket per diventare i cestisti del domani così da far parte di questo nostro emblema cittadino, la Juvecaserta!