Precisazioni sul Carnevale al Centro Commerciale Campania: “Nessuna festa organizzata”

Mentre ancora riverberano sui social le polemiche sugli assembramenti verificatisi martedì scorso, giorno di Carnevale, il Centro Commerciale Campania di Marcianise non ci sta a passare per il colpevole di turno.

E dopo le foto e i video postati sui social, che ritraevano gruppi di bambini in maschera con i loro genitori giocare in piazza Campania, dalla direzione del Centro Commerciale si specifica:

“Non è stata organizzata nessuna festa per il Carnevale e visto lo spontaneo ma inopportuno accalcarsi della clientela si è provveduto immediatamente a sgomberare l’area in questione, transennando il centro della piazza per evitare che si potessero ripetere situazioni spiacevoli”.

Tutta colpa di scelte spontanee dei genitori, quindi, se il centro commerciale di Marcianise è stato individuato come location ideale per consentire ai propri pargoli di festeggiare in maschera il Carnevale 2021.

Un Carnevale che, in epoca Covid 19, avrebbe dovuto rispettare le stesse regole restrittive imposte per Natale, Capodanno ed Epifania, con tanto di serrate e divieti di spostamento per tutti.

E invece, lasciando probabilmente via libera al buon senso e alla responsabilità dei singoli, gli assembramenti non si sono fatti attendere, a Caserta come in tutta la Regione.

E a Napoli è comparsa addirittura la maschera del Covid 19, con tanto di bambino travestito da virus (guarda la foto che segue).

Bambino con la maschera Covid
Bambino con la maschera Covid

Per strada, nelle piazze, nei bar e nei locali lasciati aperti a pranzo, è stato un tripudio di maschere, mascherine anti Covid, e incoerenze varie.

Scene di ordinaria irresponsabilità, già viste anche domenica scorsa in occasione della festa di San Valentino, che stridono con  le curve di contagi che minacciano nuovi lockdown  e restrizioni in tutta Italia.

Eppure tra zone rosse, gialle, arancioni, e mascherine obbligatorie, Arlecchino e le sue maschere sono già tristemente in scena da oltre un anno e, tra varianti del virus, morti e malati, crisi economica e sociale, e valzer dei vaccini, da festeggiare ci dovrebbe essere soltanto il sipario che cala sullo spettacolo più triste che l’umanità ricordi.