Polo della Qualità di Marcianise, c’è la proposta per farlo acquisire dalla Regione Campania

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Il “Polo della Qualità” di Marcianise, una struttura nata con grandi ambizioni ma ridotta, ormai da anni, ad un enorme rudere poco distante dai più fortunati Centro Commerciale Campania e La Reggia Designer Outlet, nel pieno della zona industriale dove prosperano realtà come il Tarì e Coca Cola.

Oggi il Presidente del Consiglio regionale della Campania, Gennaro Oliviero, ha portato all’attenzione dei colleghi la mozione a sua firma affinché la giunta regionale valuti l’opportunità di acquisire la struttura di Marcianise per farla diventare un polo fieristico regionale.

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Il Polo della Qualità è nato nel 2007 da un consorzio di 300 aziende della moda con l’idea di renderlo una grande vetrina del Made in Italy. Pochi anni dopo il centro polifunzionale ha chiuso i battenti tra polemiche ed inchieste giudiziarie. La prima istanza di fallimento è stata avanzata da uno dei soci già nel 2009, il tribunale di Napoli ha dichiarato il fallimento della società nel settembre del 2010.

La struttura è realizzata su una superficie complessiva di circa 131.800 mq con una concatenazione di edifici disposti intorno a tre corti, con una lunghezza perimetrale di oltre 1,2 km. Gli edifici sono articolati su tre piani fuori terra ed un piano interrato.

Il complesso è stato messo all’asta nel 2013 per 120 milioni e 490mila, nel 2015 per 48 milioni di euro e poi ancora nel 2023 per 8,6 milioni ma ogni volta l’asta è andata deserta. Negli anni nessun imprenditore si è fatto avanti per rilevare il Polo, che negli anni ha subito sempre di più il degrado.

“È un’occasione importante per Marcianise, per Terra di Lavoro ma anche per l’intera regione Campania – ha dichiarato il Presidente Oliviero – il Polo della Qualità, grazie alle sue imponenti strutture moderne potrà divenire un polo fieristico dove poter esaltare tutte le attività connesse alla creazione e diffusione della bellezza, del buongusto, oltre alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico-monumentale. Questo andrebbe a attirare gli interessi di investitori internazionali, diffondendo e promuovendo la cultura del territorio e del Made in Italy”.