Polvere di luci ed emozioni sulla pelle presso Musicaperta a San Leucio

Il musicista Michele Papale ha eseguito i brani del suo progetto  “Manchi già”

San Leucio, Caserta – Nell’accogliente sede dell’ Associazione Musicaperta di cui è presidente Clemente Amoroso nei pressi del complesso Monumentale di San Leucio, venerdì scorso si è svolta una piacevole serata all’insegna delle parole in musica del cantautore sammaritano Michele Papale, da ascoltare, condividere  e sentire come autentica poesia.

La serata è stata diretta da Laura Bova, educatrice e insegnante di yoga per bambini e ragazzi: svolge attività pertinenti allo sviluppo cognitivo, alla socializzazione, al tutoraggio di ragazzi o bambini che hanno bisogno di un metodo di studio personalizzato. Inoltre avendo la passione per la musica e le arti in generale, si occupa dell’ organizzazione di eventi nella speranza di restituire, grazie alla conformazione della sede che la ospita, la cultura delle emozioni che emana ed evoca la musica, il teatro, la pittura, la scultura, la danza, il cinema…e tutte le attività creative  che implicano una commistione tra mente, corpo e anima.

Nell’atmosfera accogliente e familiare della sala, dopo essere stata servita una cena buffet , l’autore-compositore-melodista Michele Papale ha esordito iniziando a raccontare della sua passione e del suo dialogo con la chitarra che ha avuto fin da ragazzino, quando iniziò a dedicare il suo tempo ad imparare le canzoni di Vasco Rossi, Rino Gaetano, Ivan Graziani, Lucio Dalla, Ligabue, gli Stadio, i Pooh, ma anche i Beatles, i Rem, gli Eagles ed altri cantanti di quegli anni;  note che aspettavano già le parole dei suoi testi personali. Michele Papale infatti, nel 1997, sognava di mettere in piedi una rock band e fare concerti, così iniziò a scrivere numerosi testi e a mettere in musica le sue esperienze che viveva insieme ad un gruppo di amici creando canzoni di musica pop, leggera italiana. Da subito, come dice, è stato “morsicato” da questa esigenza irrefrenabile verso la musica e così inizia il suo primo brano “Solo tu” che parla di come la musica lo viene a trovare spesso, proprio come un’amica che ogni tanto passando dalle sue parti gli ruba il tempo ed inizia a viaggiare in lui dipingendo storie nuove. E ritornando lo fa ispirandogli di nuovo, ogni volta, desideri di presente e futuro ricordandogli che deve stare con lui in questo mondo magico e reale da arpeggiare cercando armonie, pause, accordi e parole.

Insieme a lui oltre alla sua chitarra erano presenti altri amici e validi musicisti che suonando insieme hanno raccontato le sue storie vere trasformate in canzoni. Perché le sue canzoni “non nascono dall’immaginazione, ma dagli avvenimenti della vita vissuta”. E raccontano soprattutto di quei sentimenti di cui spesso è difficile parlare, come i disagi esistenziali e sociali, le perdite delle persone care, gli errori, i ricordi, l’amore in tutte le sue sfumature.

Donato Tartaglione al contrabbasso, collabora con Black Tarantella la produzione di Enzo Avitabile ed è factotum-manager dei Nantisha,  un groppo casertano che sta iniziando un percoso musicale con la stessa produzione Black Tarantella. Nel 2014 lo vediamo alla direzione artistica del Leuciana Festival e nel 2015 come direttore tecnico. E’ stato per cinque anni presidente della Pro Loco di San Leucio.

Emilio Merola con il suo clarinetto ha fatto uscire serpenti e draghi dal sottosuolo trasformandoli in pettirossi e falchi. E’ anche sassofonista, compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra. Consegue gli studi presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli e si perfeziona con maestri di fama internazionale sia in ambito classico che moderno. Nel 2016 viene premiato ai Golden Classic Music Award di New York debuttando alla storica Carnegie Hall. Poi tra le principali kermesse cui ha preso parte ricordiamo European Jazz Expo, International Talent Showcase, Leuciana Festival, Phaselus Lucernae, San Remo Rock, Chieti Jazz Festival e Recanati Festival. Dal 2016 collabora come I clarinetto e saxofono con l’orchestra ritmo-sinfonica Roma XII diretta dal M° Renato Serio. Attualmente è direttore artistico e musicale della S.F.O. Symphonia Festival Orchestra. Al suo attivo ha numerose collaborazioni discografiche e svolge attività di concertista sia in ambito classico che moderno alternandole con quella di compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra.

Alfredo Tescione al violino. Violinista, casertano classe ’80, ricorda vagamente il grande Daniel Baremboim quand’era giovane e qualcosa gli assomiglia davvero anche in quel suo modo di suonare con determinazione e grazia della diteggiatura e del vibrato. Si occupa anche di composizione,  brani inediti e cortometraggi. Collabora con varie formazioni ed ensemble dal classico al moderno. L’ultimo concerto l’ha eseguito nell’ottobre scorso in Francia ad Annemasse con un fisarmonicista, una pianista e quattro cantanti d’opera.

Ezio Bologna alla chitarra elettrica. Classe ’61, chitarrista autodidatta dall’età di otto anni. Ha fatto parte di vari gruppi musicali, come Passaggi Sonori, insieme a Donato Tartaglione. Ha ripreso a suonare nel 2008 dopo un periodo di pausa. Ha suonato musica popolare collaborando con i popolani di San Leucio. Amante delle musica western, jazz, swing, blues di cui si sentono chiaramente i ritmi, provenienti da questo sentirli presenti nel suo modo di suonare proprio nei brani eseguiti durante la serata concerto.

Negli altri brani che si sono succeduti, come “Credulone”, “Son disoccupato”, “A Napl’ se  cant’ ancora”, “Altrove”, “Nuvole” (tributo a Rino Gaetano), “Le predicazioni”,” Tu nun si nu vicchiariell’” (nata dal connubio con la poetessa napoletana Tina Piccolo), “ Mentre la città si spegne”, c’erano evocazioni anche un po’ riferite alla musica country e nell’inizio di un pezzo in particolare, “Cercando”, forse anche un po’ quelle  della musica rinascimentale.

Tra il primo e il secondo tempo è stato proposto il bellissimo video “Manchi già” che descrive l’amicizia di un grande amico volato via commuovendo ancora allo stesso modo come solo l’autenticità della musica vera sa fare, mentre brillavano le luci della città  di sera attraverso la grande vetrata a Sud e nel buio della sala risuonavano le emozioni silenziose di tutto il pubblico colorato dalle luci al led.

Michele Papale, ha alle spalle un corposo curriculum, ma nonostante l’esperienza ancora si emoziona molto nell’eseguire le sue canzoni; “spero di andare avanti” dice  ad un certo punto, dopo un suo brano denso di suggestioni.

Nel 2001 partecipa a San Remo Rock Festival. Nel 2010 il suo primo album “Sono fatto così” di 12 track e nel 2012 il secondo, “Trapassi e dipingi”, di 11 track.

Il 17 novembre 2016 presso il Motor Village si esibisce live con la chitarra acustica davanti a Red Ronnye e Fausto Mesolella da cui segue un dibattito sull’importanza per un artista musicista di saper individuare il proprio pubblico e sull’aver il coraggio di far viaggiare la musica spesso in cammino verso altri cantanti, già molto famosi, conosciuti e visibili nel paesaggio musicale, affinché possano cantarle loro e farle conoscere, magari anche le canzoni di Michele Papale e aprirgli uno scenario nazionale più ampio.

La serata si è conclusa con un dialogo aperto tra il pubblico invitato a pescare da una piccola scatola un biglietto a caso con una frase estrapolata dalle sue canzoni.

Michele Papale, questo prezioso sognatore-realista, ha regalato a tutti un messaggio molto forte di positività in quel suo cantare anche declamando sottovoce frasi che vorrebbe urlare al mondo, come un sussurrare imperante, che gli permette di non sottrarsi mai quando c’è da acciuffare al lazo un’emozione e restituirla tra le corde della sua indimenticabile musica.