Pompei, ritrovato l’affresco di due gladiatori in lotta. Storica scoperta in un’area mai indagata dal 79 d.C ad oggi

Un affresco che ritrae due gladiatori al termine del combattimento. E’ questo il ritrovamento senza precedenti avvenuto nei giorni scorsi nel sito archeologico di Pompei in un’area mai indagata prima.

La storica scoperta è avvenuta nell’area di cantiere della Regio V (alle spalle dello slargo di incrocio tra il Vicolo dei Balconi e il vicolo delle Nozze d’Argento), durante i lavori di messa in sicurezza e rimodulazione dei fronti di scavo previsti dal Grande Progetto Pompei.

L’affresco misura 1,12 metri per 1,15 metri e ha forma trapezoidale, poiché era collocato in un sottoscala (forse di una bottega). Sopra la pittura s’intravede l’impronta della scala lignea. È molto probabile che l’affresco decorasse un ambiente frequentato da gladiatori, come una bettola dotata di un piano superiore destinato agli alloggi dei proprietari del locale o, come di frequente vista la presenza dei lottatori, alle prostitute.

In realtà si tratta della scena di un combattimento tra un Mirmillone e un Trace, due tipologie di lottatori distinti da armature differenti e classici avversari nelle lotte gladiatorie. Su uno sfondo bianco, delimitato su tre lati da una fascia rossa, si compone la scena di lotta tra i due gladiatori.

Quello sulla sinistra è un Mirmillone della categoria degli Scutati: impugna l’arma di offesa, il gladium (ossia la corta spada romana) e lo scutum (un grande scudo rettangolare, oltre che un elmo a testa larga dotato di cimiero (cioè una visiera con pennacchi). L’altro lottatore, colui che soccombe con lo scudo a terra, è un Trace, gladiatore della categoria dei Parmularii: indossa una galea (un elmo a testa larga e ampia visiera a protezione del volto), sormontato da un altro cimiero.

“Siamo nel Regio V, non lontani dalla caserma dei gladiatori da dove provengono il numero più alto di iscrizioni graffite riferite a questo mondo – ha spiegato il direttore del sito Massimo Osanna – Nell’affresco è interessante in particolare la rappresentazione estremamente realistica delle ferite, come quella al polso e al petto del gladiatore soccombente, che lascia fuoriuscire il sangue e bagna i gambali. Non sappiamo quale fosse l’esito finale di questo combattimento. Si poteva morire o avere la grazia.

In questo caso c’è un gesto singolare che il Trace ferito fa con la mano, forse per implorare salvezza; è il gesto di ‘ad locutia’, abitualmente fatto dall’imperatore o dal generale per concedere la grazia. L’ambiente di rinvenimento è solo parzialmente portato in luce: su un lato emerge un’altra piccola porzione di affresco che rivela la presenza di un’altra figura. Questo perché lo scavo è stato possibile a seguito dell’intervento di rimodulazione dei pendii dei fronti e alla loro messa in sicurezza, che costituisce l’esigenza prioritaria di tutto il cantiere della Regio V”.

Entusiasta il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini che ha commentato: “Il sito archeologico di Pompei, fino a qualche anno fa, era conosciuto nel mondo per la sua immagine negativa a causa dei crolli, degli scioperi e delle file dei turisti sotto il sole. Oggi è una storia di riscatto e di milioni di turisti in più. Oggi è un sito accogliente, un luogo in cui si è tornati a fare ricerca. Un lavoro premiato da una miniera inesauribile di ricerca e di conoscenza per gli archeologi di oggi e del futuro con una scoperta senza precedenti degli archeologi di Pompei che per la prima volta dal 79 d.C. scavano in un’area mai indagata fino a oggi”.

 

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