Il potere delle fake news e le pericolose dinamiche della misinformation

Le fake news sono delle notizie false che possono essere diffuse attraverso i giornali, internet o la televisione. È facile comprendere che con l’avvento dei social, diffondere delle fake news sia diventato molto più semplice di come lo era un tempo. Chiunque attraverso l’utilizzo di Internet può parlare di qualsiasi argomento, anche, come spesso accade, senza sapere nulla in merito. Ecco che anche un semplice ‘sentito dire’ può diventare una notizia certa e fare il giro del web, provocando non pochi danni. Altre volte, invece, queste false notizie hanno il preciso intento di diffamare qualcuno. Molto spesso coloro che creano una fake news prendono spunto da dati reali, per dare maggiore credibilità alla notizia, per poi gonfiarli, aggiungendo una serie di particolari di propria mano.

Non bisogna pensare però che le fake news siano un’invenzione dei tempi moderni, già nell’ottocento queste ultime creavano non poco scompiglio tra la popolazione. Pensiamo ad esempio alla falsa notizia della morte di Napoleone diffusa nel 1814, quando un uomo vestito da ufficiale si presentò in una locanda a Dover e dichiarò la morte di uno dei personaggi più importanti di quegli anni: Napoleone. La notizia, nonostante fosse priva di alcun fondamento, arrivò velocemente a Londra. All’apertura della Borsa inglese molti azionisti si precipitarono a investire convinti del fatto che il tiranno francese fosse ormai defunto e che i Borboni fossero tornati sul trono. Molto presto, però, si scoprì che era stato tutto frutto di una menzogna, elaborata, presumibilmente per ragioni politiche. Dunque una semplice notizia falsa, priva di qualsiasi prova, riuscì nel XIX secolo a mettere addirittura in crisi diversi azionisti inglesi.

Capire di essere davanti ad una fake news non è sempre semplice, talvolta le bufale si riconoscono subito, altre volte queste ultime sono costruite talmente bene, da sembrare notizie assolutamente affidabili. Sicuramente per riconoscerle può essere molto utile non affidarsi ad un’unica fonte, ma consultarne sempre diverse. Nel caso dei social, è bene accertarsi che la notizia sia vera e cercare di utilizzare il pensiero critico prima di condividerla o ripostarla.

Le fake news: la loro diffusione e come contrastarla

Da tempo ormai si è diffuso sempre di più il fenomeno delle “fake news”, cioè le bufale in rete. Tutti conosciamo e siamo consapevoli della loro esistenza, eppure la maggior parte di noi continua a crederci, la maggior parte delle volte inconsapevolmente.

La verità è che le fake news sono nate proprio con lo scopo di generare disinformazione e di controllare l’opinione pubblica facendo circolare notizie false di ogni tipo. Infatti manipolarci è molto più facile di quanto possiamo pensare. Quando leggiamo delle notizie in rete siamo portati a crederci, in particolare se sono in accordo con le nostre opinioni o addirittura confermano nostri sospetti, meglio ancora se si tratta di messaggi semplicistici che tendono a generalizzare situazioni complicate. Per esempio, siamo portati a credere ad un articolo che afferma che i migranti sono la causa di tutti i nostri problemi, anche se sappiamo benissimo che non è così. Questo è un messaggio che tende a generalizzare una situazione complicata come quella dell’immigrazione, e ancor di più soddisfa il nostro bisogno di un capro espiatorio.

E’ sbagliato però anche credere che le fake news siano nate con Internet. Le bufale “costruite” di proposito sono sempre esistite, sin dall’antica Grecia. Un esempio lampante riguarda il nazismo ed in particolare l’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Per invadere la Polonia i nazisti usarono il pretesto di un attacco ad una loro base radio da parte di militanti dell’esercito polacco. In realtà, però, l’attacco fu simulato da parte di alcuni nazisti vestiti con le divise dei polacchi.

Riconoscere le fake news non è impossibile, ciò che conta è non farsi prendere dalla pigrizia e approfondire su argomenti particolarmente scandalosi o rilevanti. E’ importante controllare l’autore e la data di determinati articoli, e magari ricercare qualcosa in più anche sul sito, nella sezione “Chi siamo” o cercando il nome del sito sul web. Ma la regola più importante è sempre la stessa: pensare prima di condividere, e non fermarsi al titolo-bomba.