Precari della Sanità, la manifestazione a Napoli. Cisl Fp Caserta: “Non lasceremo soli questi eroi”

Franco Della Rocca e Lorenzo Medici
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Della Rocca: “Nonostante il tempo cattivo e la pioggia incessante eravamo presenti”.

In Campania mancano all’appello, secondo il sindacato, 15-18mila unità tra medici e altri operatori sanitari mentre la regione patisce il tasso di mortalità più alto d’Italia: l’aspettativa di vita è in media più bassa di due anni.

Ieri mercoledì 14 dicembre la Cisl Fp Campania è tornata in piazza con un presidio nella sede del consiglio regionale al Centro Direzionale a sostegno dei 1.500 precari della sanità.

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I lavoratori rischiano di essere licenziati alla scadenza contrattuale del 31 dicembre in assenza di proroga da parte delle aziende sanitarie ed ospedaliere della regione, nonostante l’enorme carenza negli organici del settore.

La CISL FP non si è fermata e ha manifestato davanti al Consiglio regionale della Regione Campania – ha raccontato Franco Della Rocca, Segretario Generale Cisl Fp Casertaper chiedere ancora una volta l’internalizzazione dei servizi esternalizzati e la proroga di tutti i precari della sanità, per la stabilizzazione dei precari aventi diritto.

Siamo stati lì per rappresentare tutti questi lavoratori, uomini e donne che si sono spesi in tempo di covid in ogni modo e che oggi meritano un riconoscimento da parte della regione Campania, noi non li lasceremo, sono stati eroi ed ora non possono e non devono essere dimenticati.

Le altre regioni hanno già provveduto in tal senso, la stabilizzazione per loro è già attuale, è solo la regione Campania ad essere ferma. È incredibile come ancora una volta stiamo scontando un fortissimo ritardo sugli altri territori. Chiediamo la proroga al 31 dicembre 2023 e la successiva stabilizzazione per i 1500 lavoratori in scadenza di contratto”.

La Funzione Pubblica della Cisl della Campania ha dunque mobilitato tutti i precari della sanità, una vera e propria mobilitazione, come ha spiegato il Segretario Generale della federazione regionale Lorenzo Medici all’Ansa.

Otteniamo un primo risultato con la circolare della direzione generale della Tutela della Salute con la quale si autorizzano Asl ed Aziende a proseguire il rapporto con gli addetti anche oltre il 31 dicembre 2022. Ma non basta. Chiediamo che venga fissata la data di scadenza ad un anno da oggi, la reinternalizzazione dei servizi, ormai non più rinviabile, e l’ avvio del percorso di stabilizzazione anche per i 1500 che al momento non hanno maturato i requisiti dei 18 mesi di collaborazione a varia tipologia contrattuale con le strutture.

Una scelta, tra l’altro, a cui la Regione è obbligata, stante il paradosso della pesante carenza di personale esistente ed il contestuale rischio, se non si procede nella direzione da noi rivendicata, di mandare a casa persone che hanno esperienza e professionalità cresciute sul campo a contatto diretto con i pazienti ammalati di Covid e non solo, in questi anni difficili. Sarebbe un non senso difficile da spiegare ai cittadini che non riescono ad avere risposte alla domanda di salute. Ma il palazzo della Giunta continua a chiudersi a riccio”, ha detto Medici.