Preghiera poetica alla Madonna e la Festa dell’Assunta di Santa Maria Capua Vetere

Preghiera poetica alla Madonna e la Festa dell’Assunta di Santa Maria Capua Vetere

La festa della Madonna Assunta di S. Maria Capua Vetere è molto conosciuta in tutto l’hinterland casertano e napoletano. Su questa antica cerimonia è stato anche pubblicato uno studio, Figli della Vergine Assunta, a cura dell’Ufficio per le relazioni con il pubblico, anno 2000, scritto da Giovanni Laurenza, di cui riporto uno stralcio:

“I miei ricordi, come quelli di tutti voi, vanno alla prima giovinezza. Il mistero dell’Assunzione entrava in casa nel mese di maggio, la sera di mercoledì, sabato e domenica, all’imbrunire, quando intorno al monumentale apparecchio radiofonico “Allocco Bacchini”, la famiglia si riuniva all’ascolto della Radio Vaticana nella recita del Santo Rosario. […] Ne seguiva la recita del Pater noster, in un latino non proprio aulico e talvolta incomprensibile, ma recitato con somma devozione. […]”

“Ricordo che la mattina del 4 agosto, al suono delle campane, cui pomposamente veniva attribuito il titolo di “sacri bonzi”, “se scenneva ‘a Maronna”, la si rimuoveva cioè dalla sua Cappella: nel primo pomeriggio, a porte chiuse, alcune elette signorine, non più giovanissime, procedevano per antico privilegio alla vestizione della Statua. La cerimonia veniva svolta in gran segreto e nessuno poteva assistervi, nemmeno il parroco, perché, come diceva mia nonna, “la statua era fatta sotto come una donna vera” e la presenza di uomini equivaleva né più né meno ad un sacrilegio. Tantomeno potevano assistervi donne sposate […] allora si rispettava ancora il divieto di sposarsi nel mese di maggio, mese dedicato alla Madonna, per non recare “offesa” alla madre divina con le tradizionali attività della prima notte di nozze. […]”

“Il vestito dell’Assunta, quello prezioso, veniva dalle cassaforti della banca di Fossataro, come comunemente veniva chiamato il Banco di Sconti e Conti Correnti, altra istituzione anch’essa incardinata nella storia e nella tradizione sammaritana. Effettuata la vestizione, il popolo era ammesso in Duomo e la statua veniva portata processionalmente nell’abside, occultata da uno sfavillio di drappi biancoazzurri e da una reggiera dorata, per ricevere l’omaggio dei fedeli. […] All’intima devozione, faceva eco il chiassoso sparo dei mortaretti che accompagnava la sistemazione all’angolo di via Gramsci dello stendardo della festa.”

Quello che accadeva dopo, la chiassosa allegria delle bancarelle, le urla gioiose dei bambini quando avevano tra le mani il giocattolo desiderato, la fragranza delle noccioline tostate, del mais bollito, della granita con la dolce durezza dei taralli e dello zucchero filato, i libri sempre cercati e casualmente trovati sulla bancarella di Piazza Mazzini, come il primo romanzo d’avventura che acquistai I pionieri di Cooper, i vecchi amici che ritornano, la massa che si accalca nelle strade ed alla fine il bellissimo incendio del campanile ed i fuochi d’artificio quest’anno non ci saranno. Spero di cuore di poter rivedere tutto ciò, interrotto purtroppo dal Covid: come accadeva nell’antichità e nel medioevo, quando durante le pestilenze si ci rivolgeva al divino, questo infausto evento forse ci aiuterà a ritrovare un dialogo col Sacro per un futuro migliore.

La più antica preghiera poetica alla Madonna

La preghiera può essere considerata una poesia, in quanto ha un autore, anche se a volte sconosciuto, un destinatario, figure retoriche e molte spesso una struttura metrica. Oggi leggiamo insieme la più antica, scritta in greco e tradotta in latino, databile al III sec. d.C., Sub tuum praesidium, con la mia versione italiana:

Sub tuum praesidium confugimus
Sancta Dei Genetrix
Nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus
Sed a periculis cunctis libera nos semper.
Virgo gloriosa et benedicta.
Amen.

Sotto la tua difesa ci rifugiamo,
Santa Genitrice di Dio,
Le nostre preghiere non sdegnare nei bisogni
Ma da tutti i pericoli liberaci sempre,
Vergine gloriosa e benedetta.
Amen.

Un testo semplice ma ricco di significato, in cui il dato più importante è il senso che nasconde: in questo periodo, come quando fu scritta questa supplica, aleggiano tanti problemi, come la depressione, la disoccupazione, la malattia ma la gente vuole tornare a sorridere, ad essere felice ed a buttarsi tutto il nero alle spalle, per questo, con somma speranza, chiede l’intercessione della Madonna Assunta, per un futuro migliore.

Buon Ferragosto a tutti!