Premio Buone Notizie Young al Liceo Giannone di Caserta: un’occasione per approfondire il tema della buona comunicazione

Premio Buone Notizie Young al Liceo Giannone di Caserta
Giovanni D'Alise, Federico Monga e Franco Tontoli

Stamane, nell’aula magna del Liceo Pietro Giannone, si è tenuto un incontro fra il direttore de Il Mattino di Napoli, Federico Monga, il Vescovo della Diocesi di Caserta, monsignor Giovanni D’Alise, ed alcune classi del liceo Pietro Giannone. Il convegno ha visto come moderatore il giornalista Franco Tontoli.

L’incontro è stato strutturato in maniera tale da favorire un proficuo confronto fra i giovani in aula e gli ospiti, i quali hanno affrontato con grande serietà il tema della diffusione di un’informazione limpida, trasparente, che non subisca le distorsioni che un filtro come il web può causare. Un’informazione di qualità, insomma. Eppure, oggigiorno possiamo dire di essere perfettamente consapevoli di quanto accade intorno a noi, attenendoci alle informazioni che captiamo dalla sola rete?

Stando a quanto emerso dalla prima parte del meeting, probabilmente manca ancora una regolamentazione che freni l’incessante flusso di notizie proveniente da internet.

E allora l’informazione gratuita sarà la più perniciosa? Sì, se non regolamentata, secondo quanto affermato dal direttore del Mattino, il quale ha sostenuto l’importanza di un pagamento dietro la necessità di produrre un’informazione che sia degna di essere definita tale, per l’appunto.

Si potrebbe obbiettare dicendo che un’informazione non elitaria, quindi gratuita ed accessibile a chiunque, sia la più alta forma di democrazia. Come detto dal dottor Monga e da Monsignor D’Alise, è difficile trovare una risposta immediata ad un problema tanto annoso, ma resta fuori discussione la necessità di trovare un fitro fra l’utente e quanto si cela dietro lo schermo, senza però dimenticare che sarebbe anacronistico bollare i social come pericolo per una corretta comunicazione, se non altro perchè ormai la loro presenza è parte integrante della nostra vita quotidiana ed il web è divenuto quasi di famiglia.

Un’ altra delle problematiche più gravi legate al giornalismo è la diffusione delle celeberrime fake news, o bufale, che dir si voglia.

Anche in questo caso sarebbe sbagliato pensare che esse nascano con internet ed infatti il dottor Monga, scherzando con il monsignore, ci ha tenuto a precisare come esse esistano sin dai tempi di Caino ed Abele.

Siamo soliti interpretare questo tipo di notizie come fantasiose narrazioni che non hanno nulla da spartire con la realtà. Non è così, anzi: è emerso che alla base di una buona fake news vi sono tecniche estremamente sofisticate, le quali, più che sul fantastico, giocano sul verosimile. Tanto per fare un esempio, la notizia dell’uccisione di 80 soldati statunitensi durante un bombardamento iraniano era falsa, eppure molti “hanno abboccato” perché non così distante dalla realtà.

La lotta alla notizie false, di conseguenza, comporta sempre grandi difficoltà, sebbene il controllo capillare dei media abbia reso, rispetto ad una volta, sempre più difficile inventare una notizia di sana pianta. Secondo il direttore Monga, la fake news è quanto la gente vuole sentirsi dire. Quand’è così, questo tipo d’informazione distorta non può che avere successo e quindi sta alla bravura tecnica del giornalista contrastarla.

L’incontro è proseguito con gli interventi di alcuni ragazzi presenti in aula, i quali hanno dimostrato la propria partecipazione, riprendendo le tematiche affrontate durante il convegno , ottenendo risposte approfondite e sagaci.

Nel finale, il dottor Monga ha ricevuto, come premio, un medaglione simbolo della civitas casertana, realizzato dal sacerdote artista Battista Marello, creatore del nuovo portale in bronzo del santuario di Pompei.

Prima di concludere, però, ci terremmo a riproporre uno degli spunti offerti da monsignor D’Alise: viviamo perché così ci viene detto. L’informazione, quindi, pur influenzando la nostra vita, non deve manipolarla, ma è il nostro acume critico a dover stabilire cosa sia giusto per noi. Dobbiamo pensare con la nostra testa, per farla breve: solo allora potremo dire di essere liberi.

Durato circa un’ora, il convegno si è rivelato utile ad integrare le conoscenze pregresse dei ragazzi con le esperienze personali di addetti ai lavori, i quali hanno dimostrato interesse a rendere la propria dottrina fruttuosa alla formazione di giovani volenterosi e coinvolti. Ed è davvero importante dare adito alla voglia di riscatto della nostra terra, a partire da iniziative come questa, tenendo conto che le nostre eccellenze sono tante e devono essere valorizzate. Dobbiamo solo evitare che un albero caduto faccia più rumore di una sana foresta che respira.