Presentato al Vinitaly di Verona “Oro Re”, il Vino della Reggia di Caserta

Mariapina Fontana con una delle prime bottiglie di "Oro Re".
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Finalmente è stato svelato il nome di “Oro Re“, il primo vino della Reggia di Caserta, curato e coltivato dall’azienda vinicola “Tenuta Fontana” nella Vigna del bosco di San Silvestro. Come annunciato nei giorni scorsi, la prima bottiglia è stata presentata e degustata a Vinitaly, il salone internazionale del vino e dei distillati in corso in questi giorni a Verona.

Il vino proveniente dalla “Vigna del Re” è stato stappato per la prima volta domenica 10 aprile a ora di aperitivo, tra il giubilo generale dei maggiori addetti ai lavori italiani. La vendita al pubblico del vino bianco inizierà da giungo 2022, come ci ha svelato in anteprima la stessa Mariapina Fontana, mentre il rosso arriverà nel 2023.

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“Oro Re” è un Pallagrello Bianco. L’etichetta, inoltre, riporta fieramente le diciture “Vino biologico”, “Terre del Volturno I.G.T.” ed il logo della Reggia di Caserta. L’affinamento avviene per la prima metà in acciaio e poi in anfora.

A fare grande il vino della Reggia di Caserta è anche l’ambiente eccezionale in cui nasce, come è evidente dal microclima del Bosco di San Silvestro, dalla vegetazione straordinaria e dalle presenze faunistiche. Uniche al mondo, perché protette dall’unicum della Reggia stessa.

Pallagrello” è il nome di due vitigni autoctoni della Provincia di Caserta, uno a bacca bianca ed uno a bacca rossa, da cui nascevano i vini particolarmente amati alla corte dei Borbone. Il vigneto compreso nel complesso monumentale della Reggia di Caserta era inattivo da oltre 160 anni ma è stato recentemente restaurato, come abbiamo riportato nel settembre 2021, quando abbiamo raccontato la grande festa per la prima vendemmia in epoca moderna della “Vigna del Re”.

Alla presentazione di “Oro Re” a Vinitaly erano presenti: il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni; il Direttore della Reggia di Caserta Tiziana Maffei; l’assessore campano all’Agricoltura, Nicola Caputo; il vicepresidente nazionale dell’Ais Roberto BelliniMariapina Fontana, proprietaria della cantina «Tenuta Fontana»; il presidente della Camera di Commercio di Caserta, Tommaso De Simone; l’enologo Francesco Bartoletti.

«Quando si parla di vino italiano nella prospettiva di penetrare un mercato non basta un vino eccellente – ha spiegato Roberto Bellini, vicepresidente nazionale dell’Ais e indiscusso maestro internazionale dell’arte del vino dal Giappone alla Cina, dal Pacifico agli Stati Uniti – Tutti hanno bisogno di qualcosa da raccontare su quel vino affinché si stacchi dagli altri competitor. Questa di Oro Re è una geniale intuizione».

«La Reggia di Caserta, con la nascita di “Oro Re” – ha sottolineato il sottosegretario di Stato per la Cultura, Lucia Borgonzoniè antesignana di una strada che piano piano altri luoghi di cultura stanno percorrendo: quella di ritrovare e di ritornare alle coltivazioni situate all’interno di siti archeologici e storici. Un’idea bellissima che racconta sempre più quei luoghi, i nostri territori, e li riporta alle origini. Un biglietto da visita per il Paese e per tutti noi, perché è fondamentale puntare sempre sulla qualità. Quella qualità di cui il vino della Reggia di Caserta può andare fiero».

«Noi ci sentiamo così – aggiunge Mariapina Fontana, proprietaria di Tenuta Fontana – al servizio del Paese. Quando abbiamo cominciato a occuparci della Vigna della Reggia, dopo il bando pubblico, non abbiamo pensato a una remunerazione, ma al grande privilegio che avevamo nel fare rinascere un tesoro italiano. Non ci siamo mai fermati e continueremo ancora».

Il Presidente della Camera di Commercio di Caserta, Tommaso De Simone, rispondendo a una provocazione del moderatore Luigi Ferraiuolo, ha lanciato l’idea di un docufilm sul Palazzo delle meraviglie e le reali delizie di concerto con la Reggia e il Ministero della cultura.«Se lavoriamo tutti insieme – ha spiegato De Simone – possiamo creare un’operazione volano per tutto il nostro territorio di valore internazionale. E’ quello che serve al Casertano».

Mentre l’assessore regionale all’Agricoltura Nicola Caputo, ha sottolineato come «investimenti del genere sono fondamentali, perché fanno crescere il Casertano che finora è stata la cenerentola tra i vini campani, con un evidente guadagno di autorevolezza per tutto il nostro territorio».

A fare grande il vino della Reggia di Caserta è anche l’ambiente eccezionale in cui nasce, come è evidente dal microclima del Bosco di San Silvestro, dalla vegetazione straordinaria e dalle presenze faunistiche. Uniche al mondo, perché protette dall’unicum della Reggia stessa.

«Ci sono grandi aspettative – ha chiarito l’enologo Francesco Bartolettiper il futuro di questa vigna rinata dal passato e affinata come secoli fa in un’anfora di terracotta». Un cammino reso possibile dalla capacità inventiva della Reggia di ricostruire il suo passato, nato da una intuizione del precedente direttore, Mauro Felicori, ma sviluppata dall’attuale.

«Oro Re è il risultato di un lungo e accurato lavoro di squadra, intuizione della direzione precedente portata avanti con cura – spiega Tiziana Maffei, Direttore della Reggia di Caserta – Terra di Lavoro è l’espressione del sogno di un Re. Un’operazione complessa questa che coniuga attività amministrativa, sistema di relazioni, competenza professionale, lavoro fisico. Le eccellenze sono risultato di un rapporto pubblico privato sano. Nel caso di questo progetto la caratteristica indiscussa è la qualità del patrimonio lasciato dai Borbone. Un bosco che è un ecosistema particolarissimo grazie all’oasi del Wwf. Oro Re è anche espressione del colore scelto per la Reggia di Caserta, Oro di luce che deve riflettersi su tutto il territorio. Auguri a Oro re!».