Come preservare l’automobile ferma in garage a causa del Coronavirus

Non ne avevamo previsto l’inizio e non possiamo prevederne la fine. Sono tante le automobili rimaste ferme in garage da un giorno all’altro per effetto delle disposizioni delle autorità che, a partire dall’inizio di marzo, hanno vietato alla maggioranza degli Italiani di uscire di casa per combattere l’emergenza Coronavirus.

Restare in casa significa anche non guidare la macchina per un periodo che non possiamo ancora sapere esattamente quanto durerà. Meglio allora predisporre al ricovero i mezzi che non verranno usati neppure una volta alla settimana per andare a fare la spesa.

Infatti, com’è noto a tutti, se un’auto rimane ferma a lungo alcune sue parti possono deteriorarsi. Per evitare ciò esistono alcuni espedienti, già ben noti agli addetti ai lavori, ai collezionisti di auto d’epoca ed agli appassionati ma che possono essere facilmente applicati da chiunque in attesa di poter guidare di nuovo la propria vettura:

Batteria

La batteria è l’elemento che interessa più di tutti, anche chi non è un maniaco della manutenzione dell’auto, perché è il primo elemento che può perdere la propria efficacia rendendo addirittura impossibile accendere il motore.

Una batteria, anche nuova, può esaurire completamente la propria carica in poche settimane se il motore rimane sempre spento. Ciò si verifica ancora di più sulle automobili più moderne a causa degli assorbimenti di corrente che hanno anche da spente, come ad esempio l’antifurto.

Il modo migliore per preservare la batteria e la sua carica è tenerla attaccata ad un mantenitore di carica. Per chi non ne avesse uno, si possono acquistare per poche decine di euro su Internet. Il mantenitore dovrà essere a sua volta collegato ad una presa di corrente, per cui questa opzione è praticabile soltanto se la vettura è ricoverata in un garage o comunque in un’area privata ed al chiuso.

In alternativa si può scollegare la batteria dall’impianto. Ciò può essere fatto facilmente se la vettura, cosa improbabile, è stata dotata dello stacca-batteria come sulle auto da corsa.

Le prime due alternative sono ben note ai motociclisti più esperti. L’automobilista medio di solito non è dotato di queste attrezzature né ha voglia di acquistarle. L’alternativa in questo caso è scollegare fisicamente i poli della batteria, meglio ancora rimuoverla dalla sua sede. Per questa operazione bastano davvero pochissimi attrezzi ed un minimo di manualità.

Per chi fosse estremamente pigro e non avesse voglia nemmeno di svitare quattro bulloni, l’alternativa è mettere in moto la vettura almeno un paio di volte ogni settimana, avendo cura di far girare il motore (anche al minimo) per almeno qualche minuto in modo che l’alternatore possa alimentare un po’ la batteria e che il lubrificante possa raggiungere tutte le parti del motore.
Naturalmente questa operazione può essere compiuta soltanto se la vettura è parcheggiata all’aperto o comunque in un luogo in cui i gas di scarico possono defluire.

Se si stacca la batteria occorre ricordarsi che molte impostazioni della parte elettronica saranno azzerate al successivo utilizzo (ad esempio le preferenze della radio e l’ora esatta dell’orologio). Occorre anche assicurarsi da prima di poter chiudere (e poi riaprire) le portiere della vettura con la classica chiave perché naturalmente il telecomando sarà inservibile. Sulle vetture più moderne non è scontato poter utilizzare la chiave in metallo anche solo per emergenza, dunque meglio verificare preventivamente;

Telo copri auto

Utile non soltanto a proteggere dalla polvere. Bisogna innanzitutto distinguere tra telo da esterno e quello da interno. Il telo da esterno deve essere spesso ed impermeabile così da proteggere la vettura delle intemperie. Al contrario il telo da interno deve essere traspirante in modo da evitare il ristagno di umidità che, alla lunga, genera ruggine e muffe. In entrambi i casi la superficie interna deve essere felpata in modo da non graffiare la vernice e sul fondo deve essere presente un elemento elastico per fissare bene il telo stesso alla carrozzeria.

Sul mercato esistono teli molto variegati per genere, misure, qualità e costo, anche su misura. Per chi non ne ha già, anche questi possono essere facilmente acquistati su Internet, dunque senza uscire da casa.

Per chi possiede un garage può bastare anche anche qualche vecchio lenzuolo. Sempre se la vettura è ricoverata al chiuso in garage e per periodi brevi può andar bene anche un qualsiasi telo di plastica sottile, di quelli che si usano anche per coprire i mobili quando si dipinge casa.

Se la vettura è parcheggiata all’esterno e non si dispone di un telo è buona norma coprire la plancia, il volante e la leva del cambio con un lenzuolo oppure con una coperta. Oltre a proteggere dalla polvere (che può insidiare anche tasti e contatti elettrici) ciò eviterà il deteriorarsi delle plastiche a causa del sole. Meglio coprire anche i sedili, soprattutto se sono rivestiti in pelle.

Il telo da esterno è tanto più utile per le automobili parcheggiate in prossimità di alberi o piante che nascondono sempre gravi insidie. La resina, oltre ad essere corrosiva per la vernice, essendo adesiva impedisce il corretto scorrimento dei finestrini, così il motorino degli alzacristalli può rompersi. La resina, inoltre è deleteria per le parti in gomma quali guarnizioni e spazzole tergicristallo.

Da non sottovalutare è la zona tra il parabrezza ed il cofano motore. L’accumularsi in quella zona di foglie secche ed impurità di vario genere può andare a compromettere i tergicristalli, il climatizzatore ed il filtro aria abitacolo. Un motivo in più per utilizzare un telo copri auto;

Gomme

Se il mezzo resta fermo i pneumatici perdono pressione in maniera lenta ma costante, e dopo essersi sgonfiati, si ovalizzano nelle soste più lunghe. Se infatti gli pneumatici devono sopportare per settimane o mesi il peso dell’auto nella stessa e identica posizione, si possono deformare con ovvie ripercussioni su confort e aderenza una volta che la macchina ritornerà a circolare.

L’ideale sarebbe tenere completamente sollevata la vettura da terra usando dei cavalletti. Quasi nessuno possiede i cavalletti, tranne i collezionisti di auto d’epoca più maniacali. Inoltre anche questa opzione non è praticabile se l’automobile è parcheggiata sul suolo pubblico.

La soluzione più facile è gonfiare le gomme molto più del normale, ricordandosi poi di riportarle alla pressione ottimale prima di iniziare a guidare di nuovo. Ad esempio, se la pressione consigliata è 2,2 bar si può portare lo pneumatico a 3,5 bar.

Questa operazione è semplicissima ma richiede l’uso di un compressore dotato di manometro. Acquistarne uno su Internet in questo periodo può essere un’ottima idea perché tornerà spesso utile anche una volta finita l’emergenza Coronavirus. Infatti è buona norma controllare la pressione delle gomme almeno una volta ogni due settimane o prima di una trasferta lunga;

Qualche accorgimento in più

Se la vettura è parcheggiata in garage è preferibile lasciare aperti i finestrini di qualche centimetro per far circolare l’aria in maniera naturale durante il periodo di fermo. Ciò contribuisce ed evitare il ristagno di umidità ed il generarsi di muffe nell’abitacolo. Ovviamente se invece la vettura è parcheggiata all’aperto i finestrini devono necessariamente rimanere ben chiusi;

I più attenti preferiscono non lasciare inserito il freno a mano per lunghi periodi. Ciò perché, in caso di gelate, il ponte posteriore potrebbe bloccarsi. Se l’auto è parcheggiata in garage ed in piano è sufficiente lasciare la prima marcia inserita. Altrimenti è obbligatorio anche l’uso del freno di stazionamento. Se la vettura è parcheggiata all’esterno ed in pendenza è bene sterzare le ruote verso il marciapiede. I più scrupolosi potranno utilizzare anche dei fermi per bloccare le ruote, bastano un mattone, una pietra oppure un cuneo di legno;

Meglio non risparmiare nell’acquisto di attrezzi, utensili ed accessori quali compressore, manometro, telo copri auto e mantenitore di carica o booster. Tornano sempre utili.