Processo a don Michele Barone, il sacerdote si presenta in udienza: da settembre si entra nel vivo

Santa Maria Capua Vetere (Caserta) – E’ comparso per la prima volta in udienza martedì al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere don Michele Barone, il sacerdote (nel frattempo sospeso dalla Diocesi di Aversa) del Tempio di Casapesenna accusato di maltrattamenti nei confronti di una tredicenne (della quale più volte si è parlato nella trasmissione “Le Iene” dopo la denuncia della sorella) e di abusi sessuali nei confronti di altre due donne maggiorenni. Don Michele, in carcere dal febbraio scorso, ha preso parte all’udienza che si è svolta a porte chiuse senza la presenza della stampa.

Hanno deposto come testimoni alcuni rappresentanti della Squadra Mobile della Questura di Caserta e dei carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere che hanno indagato sul caso. Durante l’udienza sarebbero emerse inoltre alcune dichiarazioni rese dal sacerdote relativamente ad alcuni scottanti casi di cronaca dietro ai quali si celerebbe l’azione di alcune sette sataniche: tra questi, il suicidio di un diciassettenne di Maddaloni che ha perso la vita nel 2017.

Tra gli imputati ci sono anche i genitori della 13enne e il dirigente della Polizia di Maddaloni Luigi Schettino. Il processo entrerà nel vivo da settembre con la testimonianza della sorella della piccola Giada (nome di fantasia attribuito in tv alla minorenne). La ragazza, in aperto contrasto con le convinzioni dei genitori e con l’atteggiamento di don Michele Barone, informò il reporter de “Le Iene” Gaetano Pecoraro. Il caso uscì così allo scoperto innescando anche l’avvio delle indagini che hanno portato poco dopo all’arresto del sacerdote.

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