Prostituzione tra Napoli e Caserta, anche per il night club Femina2 di Capodrise esclusa l’aggravante mafiosa

Prostituzione tra Napoli e Caserta, anche per il night club Femina2 di Capodrise esclusa l'aggravante mafiosa
sancarlo
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La Corte d’Appello riduce le condanne e dispone quattro assoluzioni

Nel procedimento nato dal sequestro dei locali “Femina” e “Femina 2”, la IV sezione esclude l’aggravante mafiosa e dichiara prescritti numerosi reati

La Corte d’Appello di Napoli, IV sezione, ha rideterminato le pene e disposto quattro assoluzioni nel processo sul giro di prostituzione che, secondo le indagini avviate nel 2009, coinvolgeva locali notturni tra Napoli e la provincia di Caserta. Il collegio ha escluso l’aggravante dell’agevolazione mafiosa e ha dichiarato prescritti diversi reati, modificando in modo significativo il quadro delineato nel primo grado.

Sono stati assolti Giuliano Russo, Teresa Palma, Salvatore Palma e Luigi Guarino. Per Saverio Russo, promotore dello spettacolo itinerante Erotica Tour, e per Patrizio Picardi, la pena è stata ridotta da 10 a 4 anni. Nel collegio difensivo figurano gli avvocati Leopoldo Perone, Michele Giametta e Carmela Maisto.

lisandro

Il procedimento era nato dagli arresti eseguiti nel 2009, quando furono sequestrati i locali “Femina” di Napoli e “Femina 2” di Capodrise (Caserta), ritenuti dagli inquirenti luoghi in cui venivano indotte alla prostituzione cittadine italiane e straniere, in prevalenza provenienti dall’Est Europa.

Il locale di Capodrise, in particolare, rappresentò uno dei punti centrali dell’indagine sul territorio provinciale, con accertamenti che portarono al sequestro dell’attività e alla ricostruzione del presunto sistema di reclutamento.

Il presunto coinvolgimento del clan Mallardo era stato ipotizzato sulla base delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, ma la Corte ha escluso l’aggravante dell’agevolazione mafiosa, ridimensionando il quadro accusatorio.

La sentenza d’appello ridisegna ora l’impianto del processo, con pene ridotte, reati prescritti e quattro imputati definitivamente assolti, mentre resta confermato il ruolo dei due locali – tra Napoli e Capodrise – come fulcro delle indagini avviate nel 2009.