Era protetto dallo Stato ma continuava a chiedere il pizzo, arrestato il genero del boss Belforte

Marcianise (Caserta) – Questa mattina è stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile di Caserta Giuseppe Alberico, 38enne e genero del boss Salvatore Belforte. L’uomo, come indicato nell’ordinanza emessa dal gip Alfonso Sabella, è finito in carcere. I poliziotti lo hanno trovato a Voghera, dove si era da poco trasferito insieme alla sua famiglia dopo aver lasciato il programma di protezione.

Il boss del clan, Salvatore Belforte, per due anni è stato collaboratore di giustizia ma ha poi perso le tutele dello Stato per via di una serie di bugie dette sul funzionamento del clan. Insieme al boss hanno perso il ruolo e i benefici da pentito anche la figlia del boss, la 31enne Gelsomina Belforte, e il marito, lo stesso Giuseppe Alberico. In seguito a questo episodio, la coppia si è trasferita al Nord.

Quando era sottoposto al programma di protezione, Alberico riceveva uno stipendio dallo Stato e viveva sotto falso nome, ma nonostante ciò continuava a chiedere estorsioni. Le indagini della Dda hanno permesso infatti di scoprire che nel 2016, pur essendo sottoposti al programma di protezione, Alberico e sua moglie si erano allontanati dalla località protetta e si erano recati da alcuni imprenditori di Marcianise per chiedere il pizzo, portando i saluti del boss. In tali occasioni imponevano agli imprenditori il pagamento di una cifra di duemila euro.