“Prova d’attore” venerdì 12 novembre al Teatro Comunale di Caserta per la rassegna “Ripartiamo dal teatro”

Caserta – “Prova d’attore” è lo spettacolo di Fabbrica Wojtyla & Compagnia della Città che andrà in scena venerdì 12 novembre alle 20 al Teatro Comunale “Costantino Parravano” di Caserta.

L’evento fa parte della rassegna “Ripartiamo dal teatro“, promossa dagli assessorati alla Cultura e ai Grandi Eventi del Comune di Caserta e finanziata dalla Regione Campania (POC Campania 2014-2020), in programma fino al 30 novembre.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti con prenotazione 72 ore prima di ogni spettacolo su www.eventbrite.it. L’accesso agli eventi è consentito agli spettatori muniti di green pass e di mascherina.

“Prova d’attore” è la pluripremiata commedia comica vincitrice di ben 9 premi agli oscar del teatro Roma Comic Off. Ha rappresentato il teatro comico italiano all’estero, a Tirana come a Bruxelles, ed è lo spettacolo rappresentato come teatro itinerante nelle periferie della città di Caserta, nell’ambito dell’iniziativa “Scavalcamontagne”.

Satira sottile sul “sistema” del mondo dell’arte e sullo “stato del teatro”, parte dalla base della “commedia”, l’equivoco, l’origine della comicità. È una commedia esilarante per portare il pubblico a condividere la amara riflessione finale che suggerisce come guardare il mondo in modo diverso, perché, come sostiene l’autore Patrizio Ranieri Ciu, “ridere è il primo gesto di sopravvivenza dell’intelligenza dell’essere umano”.

Ivan Santinelli, Luigi Smimmo, Mario Bilardi, Francesco Maienza, Valentina Rossi, Dafne Rapuano sono i potenti e convincenti attori, necessari per personaggi così forti che portano a termine il loro compito con risultati assolutamente “catastrofici”, fino al colpo di scena finale: lo sconcertante giudizio sull’assurda messinscena.

Una serata per rivivere le essenze storiche del vero teatro comico napoletano, di quel teatro nato con Scarpetta e Petito, portato al trionfo dalle avanguardie dei De Filippo e dalle magie di De Sica e Totò, fino ai richiami della napoletanità più recente di Troisi, Arena, Izzo e Salemme.

L’intento della serata è ricreare le atmosfere di una tradizione, facendo riassaporare il gusto ormai dimenticato del vero teatro passato, con il consiglio di rinunciare per un’ora e mezza ai cellulari, veicolo odierno di distrazioni, e quello di rispettare un dress code vintage per richiamare i tempi ormai andati.

Si narrano le esilaranti vicende di due balordi ingaggiati da un nevrotico assistente e suggeritore che provano, con uno “stonato” vecchio attore d’altri tempi, un testo classico rivisitato da un improbabile grande drammaturgo, sotto gli occhi di una affascinante critica, con la complicità di una governante tedesca.

L’equivoco verbale regna sovrano in tutta l’opera, una vera e propria “clownerie” del tutto originale, generando una miriade di situazioni estremamente divertenti.