In provincia di Caserta c’è una banca familiare amata da tutti i suoi clienti

Banca Capasso Antonio

Leggendo le pagine del Corriere.it di oggi ci è saltata all’occhio una notizia che sa dell’incredibile. Infatti, in un primo momento, nonostante la fonte autorevole, abbiamo ipotizzato si trattasse di una fake news, ma ci siamo sbagliati.

Ad Alife, un comune agricolo alle pendici del Matese, c’è una banca privata di cui è proprietaria la famiglia Capasso da oltre un secolo. Infatti, la Banca Capasso Antonio SpA fu fondata da un intraprendente 24enne nel lontano 1912 e da allora registra sempre bilanci in utile.

La banca, che ha un capitale sociale di poco più di 30 milioni di euro (come si evince dal sito web ufficiale),  oltre la sede centrale di Alife, ha filiali a Piedimonte Matese, a Faicchio e a Pietramelara.  Sempre sul sito dell’istituto di credito casertano si legge “Da oltre un secolo la famiglia Capasso, di generazione in generazione, assolve ad un importante compito in campo sociale, economico e culturale: assecondare e favorire lo sviluppo del territorio.

Oggi la banca familiare è gestita da Salvatore, 63 anni, sei figli e 26 dipendenti. A lui fa capo il 41% circa, alla sorella Rosa il 10% mentre il 36% è dei cugini (figli di una Capasso) Domenico e Ferdinando Parente, quest’ultimo ex responsabile della Vigilanza di Bankitalia a Milano che lasciò proprio per poter mantenere la quota nell’istituto di famiglia.

Salvatore Capasso, amministratore delegato dal 2000, ha uno stipendio annuo di 81 mila euro più buoni pasto da 3 euro. Conosce tutti, si sposta in bicicletta. Uno così venderebbe azioni o obbligazioni ai suoi clienti sapendo di mettere a rischio i loro risparmi?