Quartetto Espresso, musica classica napoletana in versione moderna

Quartetto Espresso
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Giovedì, presso il Piccolo Teatro CTS di Angelo Bove, a Caserta, ha avuto luongo un concerto interessante e nuovo nel suo genere: musica classica napoletana in versione moderna.

Il gruppo cameristico “Quartetto Espresso“, recentemente formatosi, ha voluto omaggiare la canzone classica napoletana, impreziosendo così i più famosi brani della tradizione partenopea, avvalendosi di arrangiamenti curati dal clarinettista del gruppo Emilio Merola, dando un carattere originale ed accattivante alla serata che il Teatro dedica all’ascolto musicale il giovedi’ sera.

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Pluripremiato musicista e compositore, Emilio è solito combinare mondi musicali distanti e per questo progetto ha voluto fondere la canzone classica napoletana con la musica da camera cooperando con il pianista Enzo Valentino e il violoncellista Artan Tauzi, musicisti dalle numerose collaborazioni musicali, e con la cantante e cantautrice Valeria Longo.

Il gruppo ha all’attivo il primo album, in corso di produzione. “Nel rapportarci al repertorio classico napoletano ci volgiamo alla delicata eleganza di ‘800 e ‘900 e in particolare, per quanto mi riguarda, alle sobrie interpretazioni del grande Roberto Murolo, con il quale il nostro pianista ha avuto modo di collaborare in varie occasioni”, ha dichiarato Valeria Longo in una recente intervista.

In un’atmosfera calda ed accogliente, il quartetto ha evidenziato doti sia di grande affiatamento che di competenza musicale, valorizzando ciascuno strumento attraverso rielaborazioni nuove, moderne e virtuosistiche di canzoni della Napoli di fine Ottocento ed inizio Novecento, reinterpretando lo stile di Alberto Murolo.

Da “Scalinatella” (con arrangiamento di Ciro Ferrigno), in stile arabeggiante, passando per “Passione“, elaborata virtuosisticamente con gustosissimi stacchi finali del clarinetto, fino a “Chist è ‘o Paese do’ sole” e “Voce ‘e notte“, la cui versione proposta ha un sincopato ed un carattere estremamente misterioso, la musica si snoda attraverso la suadente vocalità di Valeria Longo ed i dialoghi strumentali tra il pianista, il violoncellista ed il maestro arrangiatore clarinettista Emilio Merola.

Il pubblico presente ha seguito con attenzione e trasporto il susseguirsi dei brani in un percorso affascinante e trascinante: “Era de maggio” (quasi dissonante), “Canzone appassiunata” (Ciro Ferrigno), “Vierno“, “Te voglio bene assaje“, “Torna a Surriento“, (le cui prime cinque note del ritornello ricordano il verso dell’usignolo), “Reginella” e “Guapparìa“. Nel brano “E spingule francese” l’armonia delle varie sonorità e la ritmicità del brano l’hanno reso davvero unico, quasi scenico.