Quest’anno la Settimana Santa è ancora più viva e sentita e ci accomuna tutti profondamente

Passione di Cristo

Questo Venerdì Santo che precede la nostra Pasqua Cristiana, in cui il numero di persone nel mondo che da oggi vivrà in lockdown ha raggiunto i quattro miliardi, sembra  diverso e lontano dalla vita che quest’emergenza pandemica ha stravolto ormai da più di un mese.

Il tempo e i valori su cui prima del Covid19 potevamo contare, hanno subito delle drastiche trasformazioni richiamando tutti ad assumere comportamenti ed abitudini in una dimensione di nuova normalità.

Provati da giorni e giorni, nei quali ci siamo dovuti misurare con queste restrizioni, per cui rinunciare, rimandare, annullare, evitare, distanziare, resistere, distrarsi, disinfettarsi, informarsi, cautelarsi erano e sono ancora gli unici spazi e percorsi percorribili, siamo forse arrivati a metà di questo tunnel di dolore e sgomento. Il nemico invisibile miete ancora vittime ed inizia ad incrinarsi pericolosamente, sotto il peso di quest’immobilismo forzato, anche l’economia.

Il futuro prima  già incerto ha ora anche un po’ il sapore di sopravvivenza.  Abbiamo tutti ancora negli occhi il dolore per quelle immagini che nessuno avrebbe voluto vedere e nel cuore la riconoscenza per chi in prima linea si è tuffato nelle fiamme per tirare fuori dal virus migliaia di persone guarite. Per non parlare di chi ha vissuto in prima persona le conseguenze più tragiche di questo flagello.

In questo Venerdì Santo la passione della Via Crucis di Gesù ci rappresenta tutti e anche di più nell’attesa di una liberazione dal peso del sepolcro e della Resurrezione.

Pertinente a queste ore riporto un messaggio che ho letto grazie al nostro Parroco Don Antonello Giannotti. E’ un pensiero lirico intriso di fede, speranza, profondissima conoscenza del testo sacro ed esprime vicinanza all’uomo di questi giorni.

«Chi dice che non ci sarà Settimana Santa quest’anno?… Non avete visto l’immensa Processione di persone risultate positive al Coronavirus? Non vedete la Via Crucis del personale sanitario che risale il Calvario della pandemia, sopraffatto e con l’angoscia nel cuore per la paura di non riuscire a resistere? Non ha visto i medici con il camice bianco portare  la croce dolorosa delle persone contaminate? Non vedete tanti scienziati sudare acqua e sangue, come al Getsemani, per trovare un trattamento o un vaccino? Per favore, non dite che Gesù non passa nelle strade quest’anno… mentre tanta gente deve lavorare per portare cibo e medicine a tutti noi. Non avete visto il numero di Cirenei offrirsi in un modo o nell’altro per portare le pesanti croci? Non vedete quante  Veroniche, sono esposte all’infezione per asciugare il volto di persone contaminate? Chi può non vedere  Gesù cadere a  terra, ogni volta che sentiamo il freddo conteggio delle vittime? Non vivono forse, la Passione , le case di riposo piene di persone anziane e  il  personale … con il fattore di rischio più elevato? Non è come una corona di spine per i bambini obbligati a vivere questa crisi rinchiusi, senza capire troppo bene… senza poter correre nei parchi e nelle strade?»

«Non si sentono ingiustamente condannate, le scuole, le università, e tanti negozi  obbligati a chiudere? Tutti i paesi del mondo non sono colpiti, frustati, dal flagello di questo virus! E non manca in  questa via di dolore  Ponzio Pilato che si lava le mani…i dirigenti che cercano semplicemente a trarre un vantaggio politico o economico dalla situazione, senza tenere conto delle persone? Non soffrono, impotenti come i discepoli senza il Maestro, altrettante famiglie e persone sole confinate in casa, molte con problemi, non sapendo come e quando tutto finirà? Il volto doloroso di Maria non si rispecchia forse, in quello di tante madri che soffrono per la  morte, silenziosa e a distanza , di una persona cara? Non è come strappare le vesti… l’angoscia di tante famiglie e di piccole imprese che vedono le loro economie svanire? L’agonia di Gesù in croce non ci fa pensare alla mancanza  di respiratori nelle unità di terapia intensiva ?  Per Favore… non dite : Niente Settimana Santa…niente Pasqua quest’anno non ditelo! perché il DRAMMA DELLA PASSIONE non è certo quasi mai stato così reale e autentico e la nostra stessa vita non è mai stata così in attesa e piena di speranza nella Risurrezione!»