Raccolte 2800 firme per l’Ospedale di San Felice a Cancello

Giuseppe Guida, Pino Papa, Pasquale Crisci
Giuseppe Guida, Pino Papa, Pasquale Crisci

Si è svolta nel pomeriggio di ieri, sabato 15 giugno, la manifestazione finalizzata alla revoca della sospensione dei reparti di Cardiologia e Lungodegenza dell’Ospedale “Ave Gratia Plena” di San Felice a Cancello. La platea di dimostranti, che si è riunita ad Arienzo, in Piazza Lettieri, a partire dalle ore 16.00, era composta da Istituzioni, Associazioni e tanti cittadini, provenienti anche dai Comuni limitrofi, che hanno scelto di contrastare pubblicamente la scelta della Dirigenza dell’Asl Caserta, che, di fatto, penalizza un vastissimo bacino di utenza, a cui viene negato il diritto alla salute e alla sanità di base.

Erano presenti, tra gli altri esponenti della politica locale, il Consigliere provinciale Pasquale Crisci, il sindaco di Forchia Pino Papa e il consigliere di Santa Maria a Vico Francesco De Lucia, oltre al presidente della Pro Loco di Arienzo Domenico Cangiano e all’intera Amministrazione Comunale. Presenti, inoltre, medici ed operatori sanitari del Nosocomio, nonché gli operatori delle ditte di pulizia e della refezione ospedaliera, che, già da domani, si troveranno di fronte al rischio di perdere il posto di lavoro. Assente per precedenti impegni il vescovo di Acerra, S. E. Mons. Antonio Di Donna, che aveva già espresso il pieno appoggio alle azioni pacifiche messe in atto in questi giorni.

L’iniziativa, promossa dal sindaco Giuseppe Guida, che si è battuto per tenere alta l’attenzione sul problema e per ottenere precisi impegni, è stata accompagnata dal lancio di una petizione, online e cartacea, per raccogliere firme e sensibilizzare l’opinione pubblica. In meno di due giorni, sono state raccolte 2.800 firme, che, lunedì mattina, insieme a una missiva scritta dal Vescovo di Acerra, saranno inviate al Direttore Generale dell’Asl, dott. Ferdinando Russo, grande assente della giornata di ieri, e al Prefetto di Caserta, dott. Giuseppe Castaldo.

L’Asl ha voluto agire di prepotenza – ha dichiarato il Primo Cittadino – decidendo di non ascoltare la voce di un territorio. Per riprendere le parole della petizione, la nostra sanità locale sta attraversando l’inverno più lungo della sua esistenza, investita da una situazione emergenziale a cui si sceglie di non voler mai porre fine. Con la raccolta delle firme, abbiamo voluto chiedere anche il potenziamento del PSAUT, che vive in un equilibrio esistenziale precario, pur non essendoci, nel raggio di chilometri, una risposta alternativa al soccorso urgente dei cittadini. Noi, comunque, non ci fermiamo. Non vogliamo promesse illusorie, ma fatti. Siamo disposti a scendere ancora in piazza per dare vita ad iniziative più incisive. Ringrazio tutti coloro che ci sono stati vicini, ma devo anche sottolineare il dispiacere per la mancanza di una fattiva collaborazione con gli altri Sindaci della Valle, che hanno scelto di seguire una strada già battuta, che, come dimostrano le chiusure dell’ultima settimana, non ha mai portato da nessuna parte. Queste battaglie si vincono con un’unità di intenti e di azioni”. Intanto, circola da ieri mattina la notizia di un’altra chiusura prevista per il reparto di Radiologia. “Non c’è limite al peggio – ha concluso il Sindaco – ed è veramente ora di dire basta. Rivendichiamo il diritto alle cure mediche e all’assistenza sanitaria locale, patrimonio essenziale di ogni comunità, senza dover diventare condomini di strutture geograficamente distanti, che sarebbero fonte di ulteriori disagi”.