Ragazzo aggredito in via Mazzini, a Caserta sfiorata la tragedia. La lezione del povero Willy non insegna niente

Il racconto, aberrante, su Ciochevedoincittà,  la pagina facebook di cittadinanza attiva di Caserta. A dire come sono andati i fatti una donna, Manuela Vigliotta, una cittadina sconvolta da quello a cui lei e molti altri passanti hanno assistito. Questo il suo racconto:

Una tragedia sfiorata, Willy e la sua tragica fine non hanno portato nessun pensiero umano nell’animo di questi mostri, questa volta purtroppo casertani. Ieri sera, 10 settembre ore 19.30 siamo a Via Mazzini, a Caserta.

Un gruppetto di tre ragazzi con le rispettive ragazze decide di passeggiare per il centro storico di Caserta e dalla piazza Vanvitelli si incammina verso via Mazzini. Al gruppetto arrivano improvvisamente le urla di un bambino in bici che corre come un folle e in dialetto verace gli grida di togliersi davanti.

Uno dei ragazzi, vedendolo correre in quel modo, gli dice di andare più piano che potrebbe farsi male lui e colpire gli altri. A queste parole il bambino in bici si arrabbia moltissimo e dice che chiamerà i fratelli più grandi a sua difesa.

Intanto gli amici si incamminano all’interno di via Mazzini e all’altezza dei negozi D’Anna, da via Redentore ecco scendere un altro gruppo con due ragazzi più grandi, questi rompono l’abbraccio con la fidanzata e iniziano a picchiare il ragazzo che aveva osato aprire bocca.

Il giovane colpito era vestito di bianco e il sangue copioso macchiava anche le scarpe chiare. Gli amici  spiegano i fatti, chiamano i soccorsi e dicono ad una pattuglia di passaggio di essere in grado di identificare chi nel giro di pochi secondi aveva colpito con pugni e botte il loro amico. Maglietta arancione con scritta Nike.

Sento la polizia chiedere ai negozianti di possibili telecamere che ahimé non ci sono, l’ambulanza intanto arriva e porta i soccorsi.

Intorno al ragazzo già altri passanti si erano fermati per aiutarlo e i negoziati gli fornivano carta per asciugare il sangue e ghiaccio per tentare di fermare l’emorragia. Intanto abbiamo chiamato il 118 e  fermato una volante che per caso era di passaggio in via Mazzini.

Dopo poco è arrivata un’altra volante della polizia e dopo più di 15 minuti è arrivato il 118. Si sono spostati tutti alla fine di via Mazzini verso la questura e mi hanno detto che i ragazzi vittime sono stati portati negli uffici per eventuali identificazioni.

I passanti turbati e increduli, la vittima stordita e gli amici sconvolti, la città pure vittima di un bambino in bici e i suoi fratelli incattiviti e crudeli”.

A questo punto dovremmo corredare l’articolo di importanti analisi sociologiche riguardanti la nostra società, i giovani di oggi, la cultura della violenza, ma sono inutili parole. Resta ormai l’agghiacciante consapevolezza che nessuno è sicuro in strada, che i controlli, le forze dell’ordine, qualora efficienti non possono essere sempre dappertutto mentre persone innocenti, gente comune come noi, rimane vittima di questi veri mostri urbani a cui, qualora individuati, devono essere imputate pene esemplari.