Real Sito di Carditello: l’architetto Ettore Ventrella denuncia “interventi devastanti ed irreversibili” in atto

Real Sito di Carditello

La presente per denunciare una serie di interventi devastanti ed irreversibili che si stanno attualmente perpetrando in danno di una parte delle strutture originarie del Real Sito borbonico di Carditello, nell’ambito della “Prosecuzione dei Lavori di Restauro Conservativo” e per un importo complessivo  di euro cinquemilioni.

Con nota 673 del 16/10/2017, la ex direttrice della Fondazione, dott.ssa Angela Tecce, autorizzava Agenda 21 e la Ventrella Edizioni a compiere ispezioni speleologiche all’interno del Sito, al fine di individuare il percorso sotterraneo della diramazione dell’Acquedotto Carolino realizzata da Francesco Collecini unitamente alla fabbrica.

Particolare tavola 16 allegata al progetto di restauro

Nel corso di tali ispezioni, eseguite in data 2/02/2018 da una Cooperativa di speleologi specializzati, alla presenza del RSPP e tecnici della Fondazione, venivano rinvenuti sia al di sotto dei torrioni che dei corpi di fabbrica ad essi adiacenti, una serie di ambienti di eguali estensioni sormontati da volte con altezza intradosso di circa mt. 2, costituenti il piano sotterraneo di fondazione del Real Sito, accessibile da botole in pietra poste al centro del piano terra  ed in chiave alle volte, unitamente ad una serie di cisterne colme di acqua, probabilmente appartenenti all’impianto originario di Carditello.

Purtroppo molti ambienti non venivano ispezionati perché ricolmi di detriti e materiali di risulta riversati  al loro interno nel corso di più di un secolo di storia. Tali indagini preliminari venivano altresì riportate dalla stessa Cooperativa in una accurata relazione corredata da un esauriente dossier fotografico.

Dei succitati risultati venivano messi a conoscenza i   responsabili della Fondazione attraverso i presenti, anche perché il progetto di prosecuzione dei lavori di restauro, attualmente in atto, prevedeva, per tutta la superficie dei piani terra dei 6 torrioni, la realizzazione di un vespaio alto cm. 60 realizzato con elementi in plastica (igloo) e getti in calcestruzzo armato, al fine di eliminare presunte umidità riscontrate (?) al piano terra.

Solo per inquadrare l’intervento in termini tecnici ed economici si tratta di uno scavo complessivo e trasporto a rifiuto di materiali per circa 1000 mc. con una spesa di circa il 15% dell’importo totale dei lavori (circa 750mila euro).  Intervento alquanto inutile a causa   dei sottostanti ambienti voltati, di cui probabilmente i progettisti dell’intervento ignoravano la presenza e che comunque la direzione lavori non ha potuto fare a meno di constatare durante le operazioni di scavo, che nonostante le assicurazioni verbali della Fondazione, sono iniziati secondo quanto previsto in progetto alla tavola 16 che si allega, con la conseguente distruzione totale delle volte di fondazione, delle pavimentazioni e delle botole in pietra e con l’impossibilità di poter recuperare in futuro tali ambienti sotterranei.

Tutto ciò, oltre ad essere in contrasto con i principi del moderno  restauro conservativo dei beni culturali,  determina l’impoverimento del manufatto, anche in considerazione dei limiti arrecati alla ricerca di ulteriori elementi per la sua valorizzazione, come ad esempio l’acquedotto Carolino.

Si chiede pertanto al Vs. giornale di sostenere l’intervento delle autorità preposte per l’accertamento di quanto sopra riportato e, in caso positivo, sospendere le attività intraprese con l’immediato  ripristino, ove possibile, delle strutture danneggiate.

Arch. Ettore Ventrella