Reggia di Caserta: lavori di restauro allo Scalone Monumentale e quegli “sfregi storici” da preservare

Reggia di Caserta: lavori di restauro allo Scalone Monumentale e quegli

Mentre continuano senza sosta i lavori di restauro alla Reggia di Caserta, sulle pagine social del monumento la Direzione comunica step by step lo stato di avanzamento degli interventi con tanto di foto e spiegazioni a corredo.

Oggi il focus è stato dedicato allo Scalone Reale che pure rientra nei “Lavori di restauro delle superfici architettoniche decorate e degli arredi storici degli Appartamenti Reali”.

“I restauratori – spiegano dalla Direzione Reggia – dopo aver ultimato il lato destro, si stanno concentrando sulla rampa del lato sinistro, con una serie di impegnativi interventi di pulitura e consolidamento dei distacchi materici dei marmi. A seguito dei saggi preliminari, si è individuata la metodologia corretta per rimuovere i materiali incoerenti e le sostanze grasse del passato depositate sulle superfici. L’intervento è finalizzato alla rimozione degli strati ormai alterati e potenzialmente dannosi per la conservazione delle superfici”.

Ripulire i marmi non significherà, si spera,  cancellare quegli “sfegi storici” che, incisi sui suoi marmi, raccontano non solo la storia di un monumento ma anche le tante storie che sono passate di lì.

Perché tutte quelle tracce, concentrate soprattutto alla base delle colonne del Vestibolo Superiore e sulle balaustre e i leoni della Scala d’Onore, sarebbero state solo nomi senza storia se non fossero state accompagnate dalle date che oggi aiutano a rintracciare gli eventi che accadevano tra quei marmi.

 

E così, mentre Francesco Dimeo, soldato nel 1822, Giovanni d’Errico nel 1827 e Capitto nel 1833 incidevano i propri nomi sui marmi vanvitelliani, intorno si respirava la restaurazione borbonica dopo il Congresso di Vienna e il ritorno a casa dei Borbone con l’avvio del ripristino degli appartamenti dopo l’occupazione francese, la riapertura del cantiere Reggia, e l’attività di contrazione economica del Regno ereditato da Ferdinando II nel 1830.

E Domenico Mattucci, che il 31 ottobre 1842 si firmava sulla base di una colonna del Vestibolo Superiore, poteva essere un soldato ma anche un operaio della fabbrica Reggia, ultimata nel piano nobile nel 1845 in occasione del VII Congresso delle Arti e delle Scienze.

E poi Giovanni Gallo firmava la base di una colonna del Vestibolo nel 1882 quando il re alla Reggia era un Savoia e il Palazzo si avviava lentamente al suo destino di museo.

E tante sono le tracce lasciate soprattutto dai militari della Seconda Guerra Mondiale, quando la Reggia divenne quartier generale delle milizie alleate.

Firme incise nei marmi del Vestibolo e dello Scalone che rimandano ai disegni e agli oggetti ritrovati nei Sottotetti durante gli ultimi lavori di restauro, poi divenuti racconto e percorso di visita nel 2011.