Reggia di Caserta. il Teatro di Corte, un gioiello architettonico per allietare la corte del re Ferdinando

ph. Fabio Caricchia
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Fino al 29 febbraio il Teatro di Corte sarà aperto tutti i giorni

Il gioiello architettonico, progettato per allietare la corte del re Ferdinando, schiuderà le sue porte al pubblico nei giorni di apertura del Museo nei seguenti orari 👇

Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì dalle ore 9:00 alle ore 13:30 con ultimo accesso alle ore 13:00 e dalle ore 14:30 alle ore 19:15 con ultimo accesso alle ore 18:45;

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Sabato dalle ore 10:00 alle ore 13:00 con ultimo ingresso alle ore 12:45, a cura del Touring Club Italia con il progetto Aperti per Voi, dalle ore 14:30 alle ore 19:15 con ultimo accesso alle ore 18:45;

Domenica dalle ore 10:00 alle ore 13:00 con ultimo ingresso alle ore 12:45, a cura del Touring Club Italia.
Chiuso nelle giornate di gratuità.

Un gioiello architettonico per allietare la corte del re Ferdinando

In una fase successiva alla progettazione del Palazzo Reale, Carlo di Borbone commissionò a Luigi Vanvitelli la costruzione di un piccolo teatro, destinato a intrattenere la corte.

Situato al centro del lato occidentale del Palazzo, il Teatro ha una forma a ferro di cavallo con cinque ordini di palchi, riccamente decorati da Gaetano Magri. Colonne in alabastro sorreggono la volta affrescata con Apollo che calpesta il serpente Pitone, opera di Crescenzo La Gamba.

ph Massimo Listri

Di fronte al maestoso palco reale, il portale del palcoscenico poteva aprirsi all’occorrenza sul Parco, creando una suggestiva scenografia naturale.
Nonostante le dimensioni modeste (poteva ospitare al massimo 500 persone), il Teatro Reale di Caserta è un gioiello dell’architettura teatrale settecentesca, per la perfezione delle proporzioni, la qualità acustica e la sontuosità delle decorazioni.

Carlo di Borbone non amava il teatro, ma era consapevole che lo sviluppo delle arti avrebbe accresciuto di molto il prestigio del Regno.

Come già aveva fatto a Napoli con il teatro intitolato a suo nome, ordinò quindi anche a Caserta la costruzione di un edificio destinato al diletto della famiglia reale e della corte, simile a quello della Capitale ma di dimensioni più contenute.

Luigi Vanvitelli propose al sovrano il progetto di un grande teatro pubblico, situato all’esterno del Palazzo. Ma il re preferì un luogo più raccolto, magnifico e intimo al tempo stesso, a esclusivo uso della corte: “un teatrino dentro il Palazzo per comediole domestiche”, come racconta Vanvitelli in una lettera. Il teatro fu incluso quindi nella pianta del Palazzo, in una posizione centrale.

Dopo la partenza di re Carlo per la Spagna, anche per lo scarso interesse del ministro Bernardo Tanucci preoccupato per gli eccessivi costi, i lavori durarono oltre dieci anni. Vanvitelli vi si dedicò con cura: scelse i materiali (prima di tutto il legno, “per togliervi il rimbombo col quale rimarrebbe confusa la voce dei comici”) e disegnò in prima persona le decorazioni, fatte eseguire da Gaetano Magri e Crescenzo La Gamba.

Il teatro fu l’unico spazio del Palazzo Reale che l’architetto vide completato.

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