Reggia di Caserta, visitatori ancora in aumento mentre inizia l’ultimo mese (salvo sorprese) della gestione Felicori

Caserta – Una figura sempre al centro dell’attenzione nel panorama culturale campano e italiano quella del direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori.

In città (e non solo) c’è chi lo accusa di aver “commercializzato” troppo il monumento vanvitelliano e di aver curato poco la manutenzione (è stato lui stesso a riconoscere che si sarebbe potuto fare di più su questo punto) non impedendo alcuni incidenti tra i quali il più noto è il crollo avvenuto mesi fa nella Sala delle Dame. Dall’altra parte un folto schieramento di sostenitori ringraziano il manager bolognese per aver donato alla Reggia una nuova immagine, anche mediatica, che l’ha resa uno dei siti culturali più visitati in Italia negli ultimi anni e per aver portato all’interno del monumento una serie di eventi culturali e artistici che legano la Reggia al territorio circostante e viceversa.

Intanto i numeri continuano a dare ragione al manager bolognese, che ieri su Facebook ha comunicato l’ennesimo successo ottenuto sotto la sua gestione: il numero di visitatori nel mese di settembre 2018 infatti ha fatto segnare un +7% rispetto allo stesso mese del 2017, confermando una crescita continua e importante. Continuando di questo passo la Reggia alla fine dell’anno riuscirà a sfiorare il milione di visitatori in un anno, obiettivo da tempo nella mente di Felicori.

Il direttore però a fine 2018 con tutta probabilità non sarà più al timone del monumento borbonico perché, come ha comunicato lui stesso il 6 agosto scorso, quello di ottobre, salvo novità dell’ultimo momento, sarà il suo ultimo mese di lavoro a Caserta. Felicori infatti, come prevede la legge sulla quiescenza obbligatoria per limiti di età dei dipendenti pubblici, dovrebbe lasciare l’incarico da direttore della Reggia il prossimo 31 ottobre, in anticipo di circa un anno rispetto alla scadenza naturale del suo mandato. Era arrivato a Caserta nell’ottobre del 2015, esattamente tre anni fa, ed oggi c’è già chi lo rimpiange.

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