Renato Garritano non indossava i dispositivi di sicurezza quando è morto. L’operaio testimonia davanti ai giudici

Oggi in tribunale è stato ascoltato un dipendente di Renato Garritano, l’imprenditore ed operaio morto nel 2014 in un incidente sul lavoro mentre era all’opera nei capannoni della Centro Energia, nella zona industriale di Teverola.

Il dipendente della Gress Montaggi e Trasporti,di cui Garritano era titolare, ha testimoniato che l’allora 56enne di Capodrise al momento dell’incidente non indossava il casco né gli altri dispositivi di protezione obbligatori per legge.
Questa testimonianza, portata da uno dei dipendenti più vicini a Garritano, sarà cruciale nel processo per determinare le responsabilità della la morte dell’uomo.

Per la morte di Renato Garritano furono rinviati a giudizio, con l’accusa di omicidio colposo, Marco Cimmarosti, 65enne rappresentante legale della società Mentore e Matteo Abate 40 anni, responsabile della sicurezza della Ferrametalli.

La testimonianza dell’operaio ha portato alla luce il fatto che l’assenza dei dispositivi di sicurezza sul lavoro (imbracature, caschi etc…) sia una consuetudine estremamente consolidata, non soltanto nell’azienda oggi indagata. Quella delle morti sul lavoro e del disinteresse alla sicurezza è una vera piaga sociale, come dimostra ancora una volta questo triste fatto di cronaca.

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