Rientra a casa e la trova “occupata”. Cittadina di San Nicola la Strada combatte per rientrare in possesso della sua proprietà

La signora Antonella F. è una cittadina di San Nicola la Strada, residente nel comune casertano da oltre 25 anni, originaria di Napoli, precisamente della zona di Fuorigrotta, zona in cui da anni continua faticosamente a mantenere, in comunione con i fratelli, una proprietà di famiglia che con grandi sacrifici economici e numerose disavventure anche amministrative e fiscali ha resistito al tempo.

Una dimora avita, luogo dei ricordi e della memoria, in cui insistono effetti personali e arredi

Qualche settimana fa però la signora Antonella ed i suoi fratelli si sono ritrovati coinvolti in uno dei più brutti incubi che si possano vivere, le hanno occupato la casa.

Recatisi a Napoli per una serie di attività personali non hanno potuto entrare in casa propria, serratura cambiata e persone all’interno che vivevano l’abitazione come propria.

Lo sgomento è stato enorme. Immediata la chiamata ai carabinieri per denunciare il fatto che però non sono intervenuti.

“Siamo allibiti – ci racconta la signora – è una violenza inaudita, siamo sotto casa nostra, guardiamo dalla strada le nostre finestre spalancate e non possiamo entrare. E’ qualcosa che non si può tollerare. Non sappiamo nemmeno che fine abbiano fatto tutte le nostre cose, ricordi di una vita.

Abbiamo addirittura saputo in via informale che una chiamata anonima aveva avvisato i Carabinieri anche prima del nostro arrivo e che questi hanno identificato le persone senza cacciarle dalla nostra proprietà. Intanto stanno utilizzando acqua, luce e gas ancora collegati alla proprietà”.

“Credetemi, sono giorni che non mangiamo – continua a riferirci la signora Antonella –  stiamo impazzendo, non riusciamo a capire come ricevere giustizia, stiamo scrivendo a tutti, a Striscia la Notizia, a Le Iene, addirittura a Giorgia Meloni. La cosa incredibile, potrete immaginare, è che non solo i tempi per avere giustizia saranno biblici, se l’avremo, ma nel frattempo lo stato ci chiederà le tasse per una casa che non è abitata da noi, per cui non percepiamo un euro, per una casa che in definitiva non è più nostra”.

Cristiano Cominotto, avvocato cassazionista e giornalista spiega alcune cose per rientrare in possesso della propria abitazione:

“Quante volte ci è capitato di sentire di persone che partono per le vacanze o vengono ricoverate per lunghi periodi in ospedale e al loro ritorno trovano le loro case o i propri appartamenti occupati abusivamente. La prima domanda che ci si pone è come sia possibile che accada qualcosa di simile. Ma una volta passati lo stupore e l’incredulità, la vera questione diventa: cosa posso fare se mi dovesse capitare? 

Perché è così difficile riottenere le case occupate? È bene specificare fin da subito che gli strumenti per far valere i propri diritti esistono, ma purtroppo sono spesso lenti e poco efficaci. Normalmente la legge conosce la procedura dello sfratto. Questa prevede, qualora esistesse un contratto di locazione che in qualche modo non venisse ottemperato, una procedura di sfratto degli inquilini interessati. Ma come ben sappiamo, spesso vengono occupate abitazioni in modo abusivo.

Persone che sfondano la porta di ingresso e si stabiliscono in una proprietà privata in modo illecito esistono e non sono rare. Ovviamente in questi casi non ci si può appellare a nessuno contratto di locazione e conseguente sfratto. Purtroppo è necessario rilevare che, per casi come questi, la legge italiana non abbia uno strumento preciso tramite il quale identificare cosa poter fare per far valere i diritti dei proprietari delle case occupate.

La prassi prevede di agire tramite un’azione possessoria. Quest’ultima consiste nel rivendicare il possesso dell’immobile che è stato illecitamente occupato. Purtroppo è nuovamente necessario constatare che, quella che dovrebbe essere una procedura d’urgenza, di fatto non lo sia.

Per poter far valere un’azione possessoria si possono aspettare anche dei mesi, inoltre si dovrà per forza aspettare che le forze dell’ordine possano intervenire in tal senso. Quello che penso sia necessario, è una legge ad hoc che preveda un’effettiva azione d’urgenza nei casi in cui la proprietà della casa occupata sia insindacabile. Una legge che quindi permetta l’intervento delle forze dell’ordine entro poche ore dalla segnalazione e possa quindi ridare la casa alle persone che si trovano in situazioni surreali come quelle appena descritte“.

Il fenomeno delle occupazioni delle case è sicuramente controverso e suscita due filoni di discussione, il primo, quello penale dell’appropriazione di una proprietà privata – senza considerare il danno economico, e soprattutto morale e psicologico di coloro che vengono derubati a volte di un’intera esistenza – il secondo è quello delle proprietà sfitte e vuote. Ma l’argomento è di ampissima consultazione.

Secondo gli ultimi dati forniti da Federcasa, risalenti al luglio 2016, (non c’è al momento una ricerca aggiornata) gli alloggi occupati abusivamente nel nostro Paese sono circa 48mila. L’81% di queste abitazioni (circa 40 mila casi) è stato occupato con la forza, mentre il restante 19% (9 mila casi) sono detenute da soggetti sprovveduti di titolo.

Analizzando i dati, il fenomeno risulta in progressivo aumento, con una crescita del 20,9% tra il 2004 e il 2013, “anche a causa del peggioramento della tensione abitativa”, si legge sul sito Federcasa.it. Rispetto al totale delle abitazioni, circa il 6,4% di esse risulta occupato abusivamente. Mezzogiorno e Centro Italia sono le aree maggiormente interessate dal fenomeno, con percentuali rispettivamente del 53,4% e del 36,5%.

E sono quasi un milione e mezzo gli italiani che vivono in un alloggio di edilizia residenziale pubblica (1,4 milioni). Tra questi, il 18,6 per cento delle famiglie presenta una morosità relativa ai canoni di affitto superiore a 12 mesi.