Rifiuti a Caserta, situazione (finalmente) in netto miglioramento

Caserta – Mercoledì la raccolta della frazione umida, giovedì quella dell’indifferenziato. Finalmente dopo un mese di emergenza rifiuti Caserta sta tornando lentamente alla normalità e gran parte delle “mini-discariche” formatesi in città (in centro e soprattutto nelle periferie) a causa dei tanti problemi registrati in quest’ennesima estate difficile stanno scomparendo, restituendo al capoluogo un’immagine decorosa.

La crisi era iniziata nei primi giorni di luglio con le difficoltà legate al conferimento dell’umido per via della chiusura dell’impianto di Pastorano ed era poi proseguita con una serie di nefasti imprevisti: tra questi il funzionamento a fasi alterne e le relative lunghe file di tir formatesi fuori l’impianto Stir di Santa Maria Capua Vetere (dove vengono depositati i rifiuti indifferenziati) e il terribile incendio tossico che si è verificato il 25 luglio nell’impianto di Pascarola dove veniva conferito il multimateriale.

Il Comune di Caserta ha più volte precisato di non avere alcuna responsabilità per quanto riguarda l’emergenza ed intanto ha trovato un accordo fino a fine 2018 con un altro sito di stoccaggio della frazione umida a Giffoni Valle Piana, nel salernitano. Considerando che l’impianto Gesia di Pastorano ha ripreso a lavorare a pieno regime si può immaginare che non si verificheranno più, almeno nelle prossime settimane, problemi riguardanti il conferimento dei rifiuti organici. Non si può dire lo stesso per quanto riguarda lo Stir di Santa Maria Capua Vetere, dove la situazione sembra essere migliorata sensibilmente ma i problemi non possono essere considerati definitivamente risolti.

Intanto i casertani si godono (speriamo il più a lungo possibile) la città pulita e l’assenza di olezzi nauseabondi per le strade: “privilegi” questi ultimi che dovrebbero essere diritti sacrosanti anche perché a Caserta, e in Campania in generale, la Tari (tassa sui rifiuti) comporta un esborso altissimo per i cittadini che poi spesso non beneficiano dei servizi necessari.