E’ stato rilasciato dalle autorità rumene l’uomo di fiducia del boss Zagaria ed è ritornato nella sua lussuosa residenza di Pitesti

Pitesti (Romania)

Casapesenna (Caserta) – E’ tornato libero dopo sole due settimane trascorse in carcere in Romania il 43enne Nicola Inquieto, arrestato lo scorso 12 aprile insieme al fratello Giuseppe, detenuto invece in Italia.  L’Alta Corte di Cassazione e Giustizia rumena ha disposto la scarcerazione dell’uomo, pur confermando il sequestro di beni deciso dalle autorità italiane.

Inquieto, che vive da diversi anni a Pitesti e che per la Dda è responsabile di associazione a delinquere di stampo mafioso, sarà libero almeno fino al momento dell’estradizione in Italia, la cui data al momento è difficile da definire: solo una volta rientrato nel Paese natìo potrebbe essere obbligato a tornare in cella.  Inquieto è potuto così tornare nella sua villa a tre piani di Pitesti in compagnia della giovane moglie rumena e della figlia: nella lussuosa residenza è stata organizzata una festa in grande stile per la scarcerazione, così come avviene in Italia quando un pezzo grosso della criminalità organizzata torna in libertà.

Secondo gli inquirenti italiani Nicola Inquieto è l’uomo di fiducia del boss dei casalesi, oggi detenuto in regime di 41bis, Michele Zagaria. Avrebbe riciclato decine di milioni di euro per conto suo, creando un vero e proprio impero edilizio in Romania che solo sulla carta apparterrebbe a lui (è proprietario di oltre 100 appartamenti) ma che in realtà sarebbe riconducibile allo stesso “Capastorta”. Inquieto avrebbe comunque tratto i suoi vantaggi dal sodalizio con Zagaria, tanto da poter condurre una vita estremamente agiata in uno Stato in cui le leggi di contrasto ai crimini mafiosi non sono così “stingenti” come quelle italiane, come dimostra l’episodio di oggi.

Un legame, quello tra gli Inquieto e Zagaria, che risale a diversi anni fa: non è un caso che secondo gli inquirenti i fratelli hanno avuto un ruolo fondamentale nella lunga latitanza del boss, ospitandolo all’interno di bunker costruiti dentro le loro abitazioni.