Rimangono salde le tradizioni del Sud anche se #restiamoacasa. La Pasqua solitaria dei ragazzi fuori sede

La Pasqua solitaria dei ragazzi fuori sede

Il Sud è da sempre terra di tradizioni che, nonostante l’avanzare del tempo, si sono tramandate da padre a figlio, da nonna a nipote e ancora oggi mantengono il loro valore affettivo e culturale continuando a creare quello spirito di comunità che in questo momento è fondamentale.

Il momento di crisi sanitaria ha stravolto le consuete modalità con cui si svolgono le celebrazioni religiose di questo importante periodo dell’anno liturgico: il Papa ha celebrato l’abituale via Crucis in piazza San Pietro e non nella tradizionale cornice del Colosseo che l’ospitava da tanti anni; la lavanda dei piedi, non concessa per le restrizioni introdotte con i vari decreti per il contenimento del covid-19, è stata sostituita dalla regolare messa officiata nella Basilica di San Pietro. Eppure i dati, che ci sottolineano quanti milioni di persone hanno preso parte alle celebrazioni trasmesse su reti nazionali, testimoniano quanto forte sia la devozione e la spinta a tener vive queste tradizioni che uniscono le famiglie italiane.

Molte le storie sui vari Social Network che mostrano persone impegnate nella preparazione di torte, rustici ripresi dalla tradizione spiccatamente napoletana come la pastiera, la “laina” che si sposa in modo divino con il ripieno fatto con ricotta e grano a chicchi interi, il casatiello e il tortano. E anche se quest’anno la Pasqua si trascorrerà rigorosamente a casa, nessuno vuole rinunciare a quei piatti che ci riportano a tempi lontani, a casa della nonna o alle Pasquette passate con gli amici.

Sono fiero di essere nato in una regione dove sono rimaste vive le tradizioni popolari, in questo momento il ‘pacco da giù’ ha il profumo di casa, contiene una pastiera che la mamma ha preparato. Sono rimasto in questo piccolo monolocale con il mio coinquilino perché non potevo rischiare di tornare, ma la mamma sa sempre come farmi sentire più vicino.” Parole queste di uno dei tanti studenti universitari trasferitosi al Nord per inseguire i propri sogni e che affida ai social la nostalgia per la sua bella città natale, città di tradizioni in grado di far sentire a casa anche chi a “casa” non c’è.