Rinverdisce la collina del monte Tifata sul versante di San Leucio, l’immagine “poetica” di una residente

Il 10 agosto scorso una serie di incendi hanno devastato ettari ed ettari di vegetazione in vari punti del territorio attinente ai monti della catena del Tifata. In particolare nel giro di 24 ore si è praticamente distrutto l’intero patrimonio boschivo del Monte Tifata a Caserta, sul versante di San Leucio e le specie animali che ci vivono.

Sono stati giorni tragici per la provincia di Caserta e per il territorio urbano della città capoluogo colpito in più aree. Le immagini di quei giorni hanno fatto il giro del web e dei tg nazionali.

Sul posto il lavoro indefesso dei vigili del fuoco, anche con l’ausilio di mezzi aerei: il rogo infatti, inizialmente circoscritto, anche a causa delle alte temperature e del vento, si è propagato, rendendo difficoltose le operazioni di spegnimento. Di seguito alcune immagini dei Vigili del Fuoco e delle operazioni con i Canadair riguardanti proprio l’area della collina di San Leucio.

Anche i social in quelle settimane brulicavano di immagini penose pubblicate dagli utenti nelle quali quelli che erano stati ettari di vegetazione rigogliosa erano diventati solo cenere.

Dopo due mesi qualcosa è cambiato, abbiamo ricevuto l’immagine quasi romantica di una residente, la signora Donatella Bagnale, una di quelle che ha anche rischiato la propria abitazione quasi lambita dalle fiamme indomabili: “Ho pianto quando questa mattina mi sono affacciata ed era tutto verde – ha riferito –  Certo, gli alberi non ci sono più, ci vorrà tempo per vederne crescere di nuovi ma questi colori, l’erba che spuntava dal terreno brullo mi ha commossa”.

La signora Bagnale non è l’unica ad aver vissuto quella tragedia, numerosi altri residenti di quell’area hanno pianto, alcuni hanno perso anche parte delle greggi, aggiungendo al danno naturale quello familiare e professionale.

Per due mesi l’unico paesaggio che abbiamo visto dalle nostre finestre era una collina ormai “vuota”, brulla e scura, poi all’improvviso una piccola rinascita che fa sperare”.

In molti riusciamo a provare le stesse emozioni davanti a questa immagine eppure c’è ancora rabbia per tutto quello che abbiamo perduto, non tutti riescono a passare sull’argomento con un colpo di spugna e di poesia.

La cosa che mi fa più male – commenta Andrea Basile, uno degli urban watchers del gruppo di cittadinanza attiva Ciochevedoincittà CCVIC –  è che nel corso di questa campagna elettorale non ho ascoltato nessuno dei candidati pronunciarsi in merito a un attività di rimboschimento delle zone.

Come ho già ribadito in altre sedi io sono disponibile ad attivarmi volontariamente per le attività di rimboschimento ma credo che la cosa vada opportunamente coordinata da chi ne capisce ed è esperto nel settore.

Mi aspettavo infatti che, a seguito della ventata di indignazione seguita agli incendi, ne venisse una spontanea disponibilità per andare a ripopolare le nostre montagne, sia in termini esecutivi sia in termini organizzativi. Leggo invece solo indignazione, ma nessuno che si proponga in ambito istituzionale per fare qualcosa. Bene se c’è qualcuno che ha il know how di come vada fatta una cosa del genere ed ha bisogno di mani io ci sono”.

E siamo certi che qualora qualcuno ai piani alti si muovesse e ci fosse bisogno di braccia e gambe, sarebbero in tanti a voler prestare il proprio tempo e la propria disponibilità.