Rinviato al 9 luglio il processo per il delitto di Katia Tondi. Ha deposto la psicologa che teneva in cura Emilio Lavoretano

Attesa per il deposito della perizia del prof. Tarsitano per stabilire l’ora della morte

Emilio Lavoretano e Katia Tondi

Riprenderà l’8 luglio prossimo,  innanzi la Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere (Presidente, Giovanna Napoletano; giudice a latere Alessandro De Santis; pubblico ministero, Domenico Musto),  il processo a carico di Emilio Lavoretano, accusato a piede libero, di essere l’assassino della moglie Katia Tondi rinvenuta cadavere nella propria abitazione nel luglio del 2013.

Archiviato, per ora, il processo mediatico, instaurato dalla trasmissione televisiva “Quarto Grado”, la cui colpevolezza dell’imputato emerge da una serie di prove giornalistiche  “artefatte” – parliamo ora del processo vero, quello fissato in tribunale.

Nell’ultima udienza – mentre si attende il deposito della superperizia affidata al prof. PietroTarsitano, che dovrà stabilire, tra l’altro,  l’ora esatta del delitto, dove ci sono contrastanti pareri tra i periti e i consulenti e i cui termini scadranno il prossino 3 luglio – è stata ascoltata la psicologa Annalisa Coscione, da Aversa la quale ha avuto – per qualche tempo in cura il Lavoretano.

Alle domande del Presidente, del pubblico ministero, della privata accusa e della difesa, la psicologa ha risposto che ha avuto in cura per un tempo limitato il Lavoretano e di avere svolto con lo stesso pochissimi colloqui, di non aver avuto confidenze sul delitto, che aveva sintomi di insonnia, incubi e stress emotivo, per la perdita della moglie, principalmente perché aveva un bambino piccolo, che aveva avuto burrascosi e conflittuali rapporti con la famiglia della moglie. Allo stesso non furono prescritte particolari medicinali o semplici tranquillanti.

Il luogo del delitto a San Tammaro (Caserta)

A questa deposizione ha replicato Emilio Lavoretano che è difeso dall’avvocato Natalina Mastellone,  (la parte civile costituita in giudizio  con Assunta Giordano e Carlo Tondi, genitori della vittima,  sono assistiti dall’avvocato Gianluca Giordano), dichiarando che aveva dovuto smettere di andare alle sedute dalla psicologa con studio ad Aversa, perché, alle otto di sera – dopo una giornata di lavoro,  all’epoca faceva il gommista – non aveva la forza, nonostante avesse il bisogno di elaborare il lutto, ma principalmente per restare vicino al suo bambino.

Il Lavoretano, che nel corso a sua riabilitazione emotiva ha cambiato molti psicologi,  ha esibito alla Corte una serie  di fatture per giustificare la sue sedute mediche.  Ha detto di aver cambiato molti medici – ma non per mancanza di fiducia – bensì per gli orari e per le distanze.

La Corte ha ordinato rinotifica della citazione del teste Antonio De Lucia che nella udienza odierna non si è presentato nonostante la notifica dell’ufficiale giudiziario e dovrà, quindi, comparire l’8 luglio alle ore 9,30.