Nuovo ripensamento sulla riapertura scuole in Campania, ieri sera il punto della Regione sulla data di inizio dell’anno scolastico

Nel corso della riunione convocata ieri sera dal Presidente della Regione a palazzo Santa Lucia, e alla quale hanno partecipato l’assessore all’Istruzione, la dirigente dell’Ufficio Scolastico regionale, l’Anci, i sindacati e l’Unità di Crisi per l’emergenza Covid-19, sono state affrontate le problematiche relative all’inizio del nuovo anno scolastico.

È stata l’occasione per una verifica puntuale e oggettiva della situazione attuale in relazione al personale in servizio, alle aule, ai banchi, alle dotazioni di sicurezza, allo screening in corso sul personale scolastico.

Alla luce di quanto emerso la Regione si è riservata di ufficializzare all’inizio della prossima settimana, sulla base delle indicazioni espresse da tutti i partecipanti al tavolo, la nuova data di inizio delle lezioni in Campania, a tutela delle famiglie, degli studenti, e dello stesso personale scolastico.

Intanto si scatena il popolo del web: “Non siete in grado di restare fermi su un decisione – è l’opinione comune – mentre voi ci pensate, i ragazzi si assembrano nei locali e nelle strade, diventando sempre più svogliati e ignoranti. Tra qualche anno capiremo che ha fatto più danni la paura del virus che il virus stesso”!

Ma sono numerosi anche quei genitori che spaventati dal numero crescente dei contagi continuano a chiedere il proseguire della didattica a distanza, come leggiamo da alcuni commenti sulla pagina Facebook ufficiale della Regione Campania: “Sarebbe stato giusto dare la priorità all’Istruzione facendo una buona didattica a distanza e nel frattempo in questo anno scolastico fare in modo di adeguare tutti gli edifici comprese le università di tutto ciò che occorre per la Sicurezza”.

O ancora: “I ragazzi delle scuole medie e superiori in classe devono indossare le mascherine anche se c’è un metro di distanza in quanto in ogni classe ci sono circa 21 studenti e l’nsegnante e tutti respirano nello stesso ambiente. Le devono indossare perché tornano a casa dove poi ci sono persone anziane e genitori. Non ci possiamo permettere leggerezze”!

Insomma non ci resta altro che aspettare ancora la prossima decisione istituzionale, nel frattempo però inutile polemizzare se gli assembramenti dei ragazzi in strada e nei luoghi pubblici continuano senza sosta.