Risarcimento per incidenti causati da buche ed imperfezioni stradali

Buche stradali

Spesso accade che nelle nostre strade incorriamo in semplici buche, o in dislivelli o in sconnessioni sulle strade che non risultano manifeste e che rappresentano la causa, necessaria ed inevitabile, di cadute di coloro che vi transitano involontariamente sopra.

In tal senso è necessario provare che lo stato dei luoghi rappresentava una effettiva pericolosità che non rendesse non probabile e non evitabile la caduta rovinosa o i danni a parti meccaniche e di carrozzeria.

Nel caso di cadute da motociclo per buche sul manto stradale, non si considera esistente la responsabilità dell’ente proprietario nel caso in cui la buca fosse di dimensioni notevoli e posta centrale alla carreggiata durante il tragitto del ciclomotore in un lungo ed ampio tratto stradale, tutto dissestato e sconnesso, pienamente visibile ed evitabile con la dovuta prudenza ed esperienza. (Tribunale Bari sez. III, 07-01-2019, n.48)

Inoltre non si deve addebitare la responsabilità del custode di una strada in relazione ai danni conseguenziali ad una caduta provocata da una buca sulla sede stradale allorquando dalla fase istruttoria del procedimento risulta evidente che l’insidia fosse rappresentata da una buca, distinguibile ed evitabile con l’opportuna attenzione, prudenza e perizia. (Cassazione civile sez. VI, 30/10/2018, n.27724)-

La rilevata inesistenza della prova concreta del nesso causale tra la caduta e la buca esclude la responsabilità del Ente che gestisce la custodia della strada. Questo è il caso di una buca di ridotte dimensioni e lieve profondità al punto da poter essere evitata con una dovuta attenzione nel procedere del proprio cammino. Cassazione civile sez. VI, 16/05/2018, n.12032

Colui che chiede il risarcimento dei danni a seguito di caduta su una pubblica via per una buca, di ridotte dimensioni e di notevole profondità, deve dimostrare le modalità dell’evento occorsogli ed il nesso di causalità con la buca su strada, e non deve dimostrare anche l’imprevedibilità e l’evitabilità dell’insidia o del trabocchetto, né della condotta omissiva o commissiva del custode.

Infatti ciò grava sul custode, in virtù dell’inversione dell’onere della prova che caratterizza la responsabilità ex art. 2051 c.c., la prova di aver adottato tutte le misure idonee a prevenire che il bene pubblico presentasse, per l’utente, una situazione di insidia e trabocchetto. (Cassazione civile sez. VI, 29/03/2018, n.7887)

La responsabilità di una caduta a causa di una buca esistente sul marciapiede è, ai sensi dell’art. 2051 c.c., dell’ente che detiene la custodia della strada, almeno che non si dimostri da parte dello stesso di non aver potuto far nulla per evitare il danno.

In tale fattispecie spetta all’Ente risarcire il danno non patrimoniale per le lesioni subite in occasione del sinistro causato da un’anomalia della strada e non causata da una condotta del danneggiato o da altro fattore indipendente dal rapporto di custodia. (Tribunale Napoli, 28/03/2018, n.3065)

La conoscenza da parte di un conducente di un ciclomotore che abbia riportato lesioni in seguito alla caduta in una buca profonda e piena d’acqua del manto stradale, delle condizioni di dissesto della strada non raffigura la presunzione di responsabilità dell’ente proprietario della strada ex art. 2051 c.c.. Ciò ancora più se erano facilmente visibili dal conducente danneggiato essendo lo stesso tenuto ad un comportamento idoneo ad evitare il pericolo. (Tribunale Torre Annunziata sez. I, 20/12/2017, n.3169).

Per ulteriori approfondimenti: Studio Legale Civile & Penale Avv. Paolo Saracco