Ritardi nelle procedure dei concorsi, l’Ordine dei Medici di Caserta esprime solidarietà ai giovani colleghi

Caserta – «Inaccettabili ritardi nell’espletamento delle procedure concorsuali. Esprimiamo solidarietà nei confronti dei giovani colleghi in attesa dell’assegnazione alle sedi prescelte per il loro percorso di specializzazione».

Il Consiglio dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Caserta esprime preoccupazione sui ritardi che affliggono il concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione di area medica di quest’anno.

Il Consiglio ancora sottolinea: «Come già ribadito dal Presidente della FNOMCEO Filippo Anelli, ci troviamo di fronte a una situazione surreale, come in un romanzo dell’assurdo. L’assegnazione dei candidati alle sedi prescelte di specializzazione continua a essere rinviata sulla base dei ricorsi di cui è vittima il bando esitato dal MUR. Ormai la situazione giuridica in essere non può essere interrotta, ma è necessario che il MUR si assuma la responsabilità di pubblicare le assegnazioni con una graduatoria definitiva, e di sopperire ai propri errori».

Quindi, si precisa: «Le assegnazioni, infatti, che dovevano essere pubblicate in prima istanza il 12 ottobre, attualmente non sono ancora state pubblicate. Allo stato, verranno pubblicate dopo il 15 dicembre (prossima sentenza del Consiglio di Stato) con la presa di servizio che slitterà sicuramente in un tempo successivo alla prevista data del 30 dicembre. È questo stato di incertezza a essere inaccettabile. Ad oggi non si conosce né la data della pubblicazione delle assegnazioni, né se e quando slitterà la presa di servizio. I giovani colleghi non hanno alcuna idea di dove saranno assegnati e dove dovranno cominciare il proprio percorso professionale, né dove vivranno nei prossimi anni. Troviamo umiliante, dopo un anno in cui tutto il personale sanitario è stato messo a dura prova dalla pandemia, ivi inclusi i neolaureati che si sono lanciati con abnegazione ed entusiasmo nell’assistenza dei pazienti Covid, che i nostri colleghi vengano trattati in questo modo dalle istituzioni che dovrebbero tutelarli. Chiediamo rispetto!».