Roberto Vecchioni, durante il suo concerto a Capua, ha ritirato l’ambito premio “Placito Capuano”

Roberto Vecchioni a Capua

Ieri sera, complice un folto pubblico, Roberto Vecchioni a Capua con “L’Infinito Tour” ha tenuto un concerto in piazza Etiopia nell’ambito della rassegna “Open Art Campania” organizzata dalla Scabec, proiettando se stesso e gli ascoltatori attenti, immersi in un’atmosfera fortemente suggestiva di sentimenti di riflessione ed introspezione, in un mondo reale ma al tempo stesso fantastico, dove l’essere umano e l’amore la fanno da protagonista.

Un “infinito” di sensazioni, colori ed immagini visibili alle spalle del cantautore, piccole e grandi storie raccontate con la voce di un protagonista eccezionale accompagnato da una grande band, professionale ed affiatata. Un percorso da fare guidati per mano da un esperto di arte, letteratura, storia e fenomeni sociali del nostro tempo, ricordando e ponendo l’accento su quelli che sono i veri e valori durevoli della vita, sono stati i cardini della storia “itinerante” di un evento unico, in questo tempo di distanziamento sociale.

Le immagini proiettate sullo schermo dietro al palco hanno colpito lo spettatore per la semplicità, accompagnati dalla delicatezza dei momenti personali dell’artista: dalla sua infanzia alle prime esperienze di vita e di musica abbiamo potuto sorridere e godere della proposta originale fatta da Roberto Vecchioni per introdurre l’amore, la fedeltà di sentimenti, il rispetto per la vita.

Infatti presto è scattata la dedica alla moglie che, in una famosa sua canzone, celebra la complicità, l’accoglienza, la dedizione e l’accettazione anche dei difetti reciproci che della coppia, ovviamente, sono fondamento: una bellissima dichiarazione di un amore trentennale che, forse, oltre al cantautore, qualche altro uomo avrà dedicato alla sua compagna durante l’ascolto.

Occasione propizia per celebrare la grandezza delle donne in ogni situazione politica, sociale, umana e che ancora oggi la cultura occidentale fa fatica a riconoscere nei loro diritti fondamentali, non ultima Raqqa Ayse Deniz Karacagil la ragazza turca, nota come Cappuccio Rosso, che aveva sposato la causa dei curdo-siriani e che era morta mentre combatteva contro l’Isis; a lei Robeto Vecchioni ha dedicato una sua canzone.

L’emozione palpabile, sia nei gesti e negli occhi del cantautore, sia nel pubblico, hanno fatto da “leitmotiv” in una serata creata in una location particolare, in un momento particolare e con un pubblico, a detta dello stesso artista, estremamente emotivo e corretto. Un complimento ben accetto, soprattutto perché Vecchioni proviene da una famiglia di napoletani.

Le canzoni di Roberto Vecchioni sono poesie, ricerche letterarie, dediche, studi, percorsi emozionali in una vita ricca di difficoltà, dove l’uomo ha il dovere di rialzarsi sempre, ogni qualvolta un ostacolo od un insuccesso lo abbatte: “non bisogna essere primi, ma riuscire sempre a riprovare, perché questa è la vera vittoria della vita” è il messaggio che il cantautore milanese ci ha lasciato, nel quale crede profondamente e in cui fa credere i suoi studenti, per i quali si spende ancora molto.

“Siamo contenti che ancora una volta la Regione Campania, attraverso Scabec abbia scelto la città di Capua – ha dichiarato il sindaco di Capua Luca Branco – per un evento di grande spessore come questo.  Siamo convinti che gli eventi  di questa portata siano uno strumento indispensabile non solo per una crescita socio-culturale della comunità,  ma anche un modo per rappresentare una nuova visione degli spazi urbani, non a caso abbiamo scelto per il concerto piazza Etiopia, l’antica piazza Commestibili, che secondo l’idea della nostra amministrazione, merita una grande attenzione e rivalutazione, ringrazio  il delegato agli eventi, il consigliere Michele Giugno che ha curato tutta la logistica”. 

“Grazie a questo fermento culturale – ha aggiunto il primo cittadino – e con grande soddisfazione del delegato all’Istruzione, il consigliere Claudio Di Benedetto, che Capua  è stata riconosciuta “Città che legge” dal Centro per il libro e la lettura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo che, d’intesa con l’ANCI, premia le città italiane e Amministrazioni comunali attive a sostegno della promozione della lettura sul proprio territorio.”

Il concerto è stata l’occasione per la città di consegnare al cantautore, poeta, scrittore, il Premio Placito Capuano 2020, nato nell’ambito del Capua il Luogo della Lingua. Nelle passate edizioni il premio è stato consegnato alla scrittrice Dacia Maraini (2014), al regista Matteo Garrone (2015), all’attore e scrittore Marco D’Amore (2016), allo scrittore Maurizio de Giovanni (2017), allo scrittore Lorenzo Marone (2018), e al regista Saverio Costanzo (2019).

“Il festival letterario “Capua il Luogo della Lingua” – ha dichiarato Giuseppe Bellone – da quindici anni, attraverso autorevoli voci di scrittori, pensatori e artisti ospiti a Capua, celebra la città dove nasce la lingua italiana. Il riconoscimento viene attribuito ogni anno a personalità del mondo culturale che contribuiscono alla diffusione della lettura in Italia in vari modi e con vari linguaggi e declinazioni.”

“Quest’anno – ha aggiunto Bellone – è stato un onore consegnarlo a Roberto Vecchioni, il professore, che torna a Capua dopo essere stato ospite a dicembre scorso, in veste di scrittore, del Caffè Letterario del Liceo “Luigi Garofano” di Capua, diretto dal preside Giovanni Di Cicco.”

 

Roberto Vecchioni

Brianzolo, l’artista a tutto tondo Roberto Vecchioni ha vinto alcuni dei premi e dei festival più importanti della musica italiana: il Premio Tenco nel 1983, il Festivalbar nel 1992, il Festival di Sanremo e il Premio Mia Martini della critica nel 2011, nonché il Premio Lunezia Antologia 2013.

È considerato fra i cantautori italiani più importanti, influenti e stilisticamente eterogenei:
nella sua opera, è ricorrente l’intrecciarsi del proprio essere con i più svariati miti della storia, della letteratura o dell’arte, non tanto per descriverne le gesta, ma piuttosto come interessante pretesto e spunto creativo per rappresentare una parte di sé.

Dal 1969 al 2004 ha lavorato come insegnante di scuola media superiore, in diversi licei classici delle province di Milano e di Brescia ed ha tenuto e tiene, come docente, vari corsi universitari, nei quali i temi trattati sono essenzialmente sociali e civili.