Il soprano Rosa Feola al Ravenna Festival 2020: un’eccellenza di Caserta che il mondo ci invidia

Rosa Feola

Dopo il periodo di lockdown trascorso nel silenzio, soprattutto per quanto riguarda i musicisti, si celebra la Festa della Musica alla Rocca di Brancaleone, sito storico e parco naturale risalente al XV secolo nella fervente città di Ravenna: cornice perfetta peR ospitare l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, diretta dal Maestro Riccardo Muti. Solista il giovane soprano casertano Rosa Feola, che ormai fa parlare di sé in tutto il mondo, portando in scena le opere italiane più conosciute ed apprezzate, vestendo i panni delle interpreti belliniane, donizzettiane, verdiane, che cantano i sentimenti più appassionati ed intramontabili.

“Exsultate, jubilate”, mottetto in fa maggiore per soprano, 2 oboi, 2 corni, archi e organo KV 165 e “Et incarnatus est” dalla Messa in do minore KV 427 di Wolfgang Amadeus Mozart sono stati interpretati e, si potrebbe dire, “accarezzati” dalla voce splendida e plastica di Rosa Feola, vero giovane talento campano che ha al suo attivo partecipazioni con le più importanti orchestre internazionali nei teatri di Roma, Milano, Salisburgo, Londra, New York.

Rocca di Brancaleone
Il 10 giugno 2019 l’amministrazione comunale della sua città natale le ha consegnato un simbolico riconoscimento alla “Giovane stella della lirica mondiale”, che recentemente si è esibita al Metropolitan Opera House (Met), considerato il teatro d’opera più grande del mondo.

La serata del 21 giugno 2020 ha visto tra gli ospiti la Presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, il Ministro della Cultura Dario Franceschini e Vittorio Sgarbi.

L’esecuzione del brano “Et incarnatus est” pervade l’ascoltatore di una intima e sofferta meditazione che si traduce in passaggi virtuosistici con trilli e scale dialoganti con i fiati, scale e modulazioni discrete nel pianissimo, cui seguono crescendi efficaci e sostenuti dove la voce viene gestita dal soprano davvero con eleganza e grande bravura.

Rosa Feola e Riccardo MutiL’espressione del volto accompagna benissimo il carattere del pezzo e si sintonizza perfettamente con i gesti e gli attacchi del Maestro: il timbro della vocalità di Rosa Feola quasi si confonde con quello del flauto e dell’oboe che ne ripetono il tema. Uno spettacolo uditivo, senza dubbio, ma anche visivo: una bellezza ed una dolcezza semplici, quelle del soprano casertano, ma costruite nella perfezione con uno studio serio, costante ed approfondito nel tempo. La sua parte l’ha fatta anche l’abito scelto per la serata: tenue nel colore, garbato nelle forme ed elegante per il suo tocco di brillantezza.

Exsultate, jubilate” invece colpisce per la straordinaria chiarezza nella dizione, la leggerezza dell’esecuzione innestata ed intrecciata ai fiati, cui gli archi fanno da substrato melodico ed agogico: le variazioni strumentali e gli abbellimenti tecnici inducono la voce a rincorrerli ed imitarli, ricongiungendosi poi a fine frase musicale.

Nel finale l'”Alleluja” conclude un momento di grande pathos musicale: riprende il tema iniziale, preparato da una breve modulazione, il crescendo sia degli strumenti che della voce porta ad una transizione articolata che, a guisa di una rapida salita verso la perfezione, culmina in un acuto meraviglioso, di breve durata, ma intenso quanto basta per far allentare la tensione attraverso un sorriso che la bravissima Rosa Feola dedica al Maestro Riccardo Muti, all’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, fortemente incoraggiata e promossa da lui stesso, al pubblico presente ed ai fans collegati in streaming.