Ruspe finalmente in azione a Castel Volturno contro gli ecomostri ma continuano le polemiche

Castel Volturno – Questa mattina, giovedì 2 maggio 2019, è iniziato come previsto  l’abbattimento delle sette villette costruite abusivamente oltre 20 anni fa sulla spiaggia di Bagnara a Castel Volturno.

L’avvio dei lavori è stato celebrato con una cerimonia alla quale erano presenti le massime autorità locali tra cui il sindaco di Castel Volturno Dimitri Russo accompagnato dai membri del governo cittadino, la presidente di Legambiente Campania Mariateresa Imparato ed il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca.

L’inizio degli abbattimenti dei cosiddetti ecomostri è un primo passo concretamente utile ma anche altamente significativo per la tutela ambientale nonché per ristabilire la legalità nella regione Campania.
La prossima estate i bagnanti potranno giustamente godere di un piccolo tratto del litorale casertano finalmente liberato dalle orribili villette abusive abbandonate, una cartolina desolante che peraltro gettava ulteriore discredito su un territorio già martoriato che pure avrebbe delle potenzialità di sviluppo enormi.
Un primo passo, tanto atteso, che però non basta come non hanno mancato di sottolineare il presidente della regione Campania ed il presidente di Legambiente Campania.

In una nota a margine dell’evento Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania, plaude l’abbattimento delle villette abusive ma coglie l’occasione per ammonire a proposito dell’abusivismo edilizio, un tema che non riguarda soltanto Castel Volturno: “Una bella giornata, la rivincita della bellezza sull’arroganza del cemento. Oggi a Bagnara in azione le ruspe che servono al paese, che abbattono le villette abusive e riaccendono le speranze per uno sviluppo diverso della costa. Una buona notizia per le cittadine e i cittadini che si riappropriano di un pezzo di costa, per la lotta all’illegalità, per lo sviluppo di un turismo sostenibile. Una raggio di sole per una Regione come la Campania dove le demolizioni di opere abusive restano ferme al palo: secondo l’ultimo dossier di Legambiente in Campania su 16.596 ordinanze di demolizione, sono state eseguite solo il 3% pari a 496 immobili abbattuti, che significa che sono ancora ben saldi alle fondamenta più dell’97% degli abusi edilizi che, invece, sarebbero dovuti andare giù negli ultimi quindici anni.”

Ancora più sferzante, come nel suo stile, il commento del governatore Vincenzo De Luca: “Sul fenomeno dell’abusivismo edilizio questo governo è coerente con quelli precedenti, nel senso che fa finta di essere ambientalista ma in effetti non muove un dito. Si grida allo scandalo, poi a Ischia, dopo il terremoto, è stato autorizzato l’abusivismo”.

Sempre De Luca, rispondendo alle domande dei giornalisti presenti, ha proseguito ribadendo la propria posizione riguardo l’abusivismo edilizo che in Campania tocca il primato di 80mila immobili: “Le case da abbattere, e su cui non ci saranno mai sanatorie sono quelle realizzate su aree demaniali come le spiagge, è il caso delle villette di Bagnara, o in zone ad rischio idrogeologico, o quelle edificate dai camorristi; ma ci sono migliaia di case nei comuni delle zone interne, dove non sussistono rischi ambientali che riteniamo possano essere acquisite dai Comuni per essere locate a chi ne ha bisogno o essere vendute agli stessi proprietari; in ogni caso, chi ci andrà a vivere dovrà poi realizzare tutte quelle opere di urbanizzazione mai fatte da chi ha edificato l’immobile non a norma».

L’intervento è stato finanziato dalla Regione con fondi per 700mila euro, che ha attuato il protocollo d’intesa per il rilancio di Castel Volturno, per 22 milioni di euro, siglato nel febbraio 2018 dall’allora ministro dell’Interno Marco Minniti, da De Luca e dal sindaco di Castel Volturno Dimitri Russo.

Il presidente della Regione ha poi annunciato un altro intervento da otto milioni di euro, che dovrebbe iniziare a breve, che prevede la realizzazione di una scogliera nel tratto di mare antistante Bagnara, il cui litorale è interessato da una fortissima erosione.

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