Sacrificarte, 20 artisti per un rituale che è una vera e propria cerimonia del fuoco

Sacrificarte, 20 artisti per un rituale che è una vera e propria cerimonia del fuoco
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Sacrificarte è un evento artistico giunto ormai alla sua sesta edizione.

Come ogni anno, a partire dal 2019, anche quest’anno l’arte accoglierà la nuova annata e celebrerà il ciclo vita-morte-vita con l’evento artistico/alchemico “Sacrificarte”, curato da Carmine Ciccone, con il Comune di Saviano, la Pro Loco ‘Il Campanile’ di Saviano e con la partnership di Museopossibile ArteContemporanea avrà luogo venerdì 5 gennaio 2024, a partire dalle ore 18,30 fino alle 22,30, nella corte e nel giardino dello storico Palazzo Allocca di Saviano.

Il rito si ispira agli antichi ideali ermetici e celebra il sacro ciclo della morte e della rinascita attraverso il potere dei quattro elementi e, in particolare, della forza purificatrice, magica e rigenerante del fuoco, che, divampando, elimina il superfluo e, attraverso la combustione, aggiunge luce, celebrando l’eterno fluire.

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Il rituale collettivo, che è una vera e propria cerimonia del fuoco, vedrà gli artisti Sabrina Apicella, Lorenzo Cerciello, Carmine Ciccone, Ciro D’Alessio, Giusy De Sena, Mario Errico, Mattia Fontanella, Aldo Granese, Antonio Fumeri, Davide Matrisciano, Claudio Bozzaotra, Maria Gagliardi, Gianroberto Iorio, Alfonso Guarracino, Gennaro Caliendo, Pietro Mingione, Nunzio Meo, Taya Vysochanska, Aldo Esposito, Michela  Frungillo, Gabriella Gaeta, Edoardo Panetta, Oreste Asà Silvestrino, Mario Simposio e Aldo Esposito, sacrificare le loro opere, offrendole al fuoco e fecondandolo di atti creativi.

Questa morte simbolica non è intesa in quanto tale e meramente fine a se stessa, ma è metafora del primo passo della Grande Opera, ossia la Nigredo o Fase in Nero, che rappresenta il primo indispensabile passaggio del processo trasformativo alchemico.

L’offerta sacrificale del lavoro artistico al principio igneo e la sua simbolica morte attraverso la scintilla divina prodotta dal fuoco, si eleva, dunque, ad atto rituale e simbolico che apre le porte -come il corrispondente arcano maggiore- alla rinascita spirituale su un piano più elevato e trasformativo, dando inizio al nuovo ciclo.

In quest’accezione, il rituale magico-trasformativo, propone anche un cambio di paradigma del concetto temporale, collegandosi ad una concezione antica e ciclica dello stesso, legata alle fasi della natura, che, collegata ai principi alchemici, consente l’elevazione a livelli superiori e più puri a ogni nuovo ciclo.

Per tale motivo e non a caso, l’evento è celebrato ogni anno, all’inizio dello stesso e alle soglie dell’Epifania, che è simbolo sia della rinascita che avviene attraverso il passaggio della soglia che conduce all’elevazione della coscienza, che della Manifestazione del nuovo livello, che, grazie al fuoco purificante e, alfine, purificato, appare e brilla nella rinnovata luce della più elevata consapevolezza.

La via della Conoscenza Superiore si schiude, quindi, a noi quando impariamo a morire a noi stessi, a sacrificare i più bassi istinti sul sacro e purificante fuoco della conoscenza, trasmutando il piombo spirituale in Oro Filosofale e realizzando, quindi, il Solve et Coagula che conduce  dal Nigredo all’Albedo e consente di varcare la soglia del portale spirituale, che celebra il perpetuarsi dell’Eterno Ciclo della Vita e conduce al momento creativo del passaggio dal caos originario alla Matrice di Dio e, da lì, alla possibile creazione di ogni cosa.