Il “San Francesco” di Fausto Salvadori

Il San Francesco di Fausto Salvadori
San Francesco negli affreschi della navata della Basilica Superiore di Assisi (attribuiti a Giotto)

Nei giorni scorsi la Parrocchia Francescana Santa Maria delle Grazie di Santa Maria Capua Vetere ha organizzato diversi eventi per la celebrazione della festività di San Francesco. Ho intervistato il parroco P. Vincenzo Palumbo sul pacifismo nel Santo d’Assisi, in cui ha delucidato come egli non fosse solo un Uomo di Dio ma anche portatore ed apportatore di pace, emanazione divina.

Con molto giubilo ho partecipato al Triduo in preparazione alla solennità di San Francesco, Solenni Quarant’ore. Oltre le confessioni, l’adorazione eucaristica silenziosa e la liturgia del Transito di San Francesco, ho avuto modo di ascoltare l’interessante seminario Il sogno di Francesco: conformarsi a Cristo di Fra Domenico Diana e di ascoltare la profonda omelia di S. Ecc. Mons. Salvatore Visco.

Infine un plauso al coro, guidato dal prof.re Pasquale Pagano, accompagnato musicalmente da Mimmo Funiciello, composto  da Giuseppina, RosaCarmen, FilomenaCinzia, MariliaMariarosaria, Rosario, EspeditoRaffaeleMatildeNadiaFrankGiovannaDanielaAngeloMaria ElenaRaffaeleSilvia e Sofia.

Il “San Francesco” di Fausto Salvadori

Di Fausto Salvatori, nato a Roma nel 1870 e morto nel 1929, si ricorda molto la sua attività di librettista, specialmente per l’Inno a Roma di oraziana memoria. Oltre l’Inno a Trieste, si occupò molto di favolistica, da cui trasse La Fata Malerba e La bella e il mostro.

San Francesco

Parlava alle cicale, predicava agli uccelli,
e l’albero e l’arbusto erano suoi fratelli.
A la Vergine Santa, con l’anima amorosa :
volgendo la preghiera dicea: «Mistica rosa»,
5 poi levava la voce in gloria del Signore;
dove posava il piede, ivi nasceva un fiore.
Le agnelle al suo passar accorrevano liete,
le tortore selvagge rendeva mansuete,
ai lupi furiosi donava la dolcezza:
10 tanta virtù gentile avea nella carezza!
Amava con l’esempio ornare le parole,
e gli umili diceva simili alle viole,
chè germoglian fra’ l verde modeste ed ignorate
ma d’un sottile aroma nel calice beate;
15 Il Santo aveva lacrime per tutte le sventure,
lieto benediceva tutte le creature:
aveva l’anima pura come il fiore del giglio,
la carità splendeva soave nel suo ciglio:
la carità che i poveri e i dolenti consola;
20 come una fonte limpida era la sua parola.

Questa poesia, con rima baciata ed un lessico semplice, ci fa conoscere i vari aspetti del Santo, che amava tutte le creature perché emanazione di Dio; sono menzionati, infatti, gli animali (le cicale, gli uccelli, v. 1; le agnelle, v. 7; le tortore, v. 8; i lupi v. 9) e le piante (e l’albero e l’arbusto erano suoi fratelli v. 2).

Viene citato il suo speciale rapporto con la Vergine Santa, connessa alla simbologia della rosa, fiore indicante sia la castità che il sacrificio del Figlio; inoltre è indicato anche la sua profonda connessione con Dio. Il poeta, oltre a far riferimento alla capacità del santo di  ammansire gli animali, perché tanta virtù gentile avea nella carezza (v. 10), si sofferma sulle sue qualità oratorie: egli utilizzava o l’exemplum, l’esempio, figura retorica che aiutava a semplificare i concetti, proprio perché discorreva con gli umili (v. 12), i poveri, per lui come viole, modeste ed ignorate da tutti, o la chiarezza, come indica la similitudine della sua parola come una fonte limpida (v. 20).

Nell’ultima strofa, viene esaltata la sua vocazione alla carità ad all’aiuto degli indigenti, perché aveva lacrime per tutte le sventure (v. 15) e l’anima pura come il fiore del giglio (v. 17). Nonostante tanti secoli ormai, San Francesco, facendo un’indagine, è ancora il santo più amato, perché ha avuto la forza di fare una scelta non comune per quei tempi: abbandonare la ricchezza e lo sfarzo per ascoltare e diffondere la Parola di Dio; inoltre ha speso tutta la sua vita per aiutare gli altri. Eppure, concludendo, la sua più grande forza è stata gioire, in senso cristiano, per tutto ciò che Dio gli ha donato, nonostante le dure tribolazioni che ha subito durante tutta la sua vita.