San Marcellino, l’ex bene di Giovanni Garofalo diventa casa per minori in affido

San Marcellino, l'ex bene di Giovanni Garofalo diventa casa per minori in affido
VERDEVASINICOLA700
previous arrow
next arrow

Inaugurato il nuovo centro di accoglienza

L’immobile confiscato al clan dei Casalesi si trasforma in comunità alloggio per ragazzi fragili: 150mila euro dalla Regione Campania, gestione affidata alla cooperativa Hermes. All’inaugurazione le massime autorità locali e della DDA.

SAN MARCELLINO (CE) – Un altro simbolo della lotta alla camorra diventa realtà. È stato ufficialmente inaugurato oggi, in via Magellano, il nuovo Centro di accoglienza per minori in affido, realizzato all’interno di un immobile un tempo appartenuto a Giovanni Garofalo, esponente di spicco del clan dei Casalesi. L’edificio, sequestrato e confiscato alla criminalità organizzata, ora ospita una comunità alloggio per bambini e ragazzi in situazione di fragilità, trasformando un bene del male in un presidio di legalità e speranza.

Banner 02

L’intervento si inserisce nel più ampio programma di recupero sociale dei patrimoni sottratti alla camorra, con un progetto che intreccia tre filoni fondamentali: legalità, inclusione e sostegno ai minori. Il recupero strutturale e la rifunzionalizzazione dell’immobile sono stati finanziati dalla Regione Campania con un contributo di 150mila euro.

I lavori di riqualificazione sono stati completati dall’Amministrazione comunale di San Marcellino, mentre Agrorinasce – l’ente che gestisce i beni confiscati nel casertano – ha curato l’intero iter pubblico per l’individuazione del soggetto gestore, successivamente individuato nella cooperativa sociale Hermes.

Una struttura operativa e già accreditata

La comunità alloggio, attualmente già operativa, è regolarmente accreditata presso l’Ufficio di Piano ed è inserita nell’elenco ufficiale delle strutture riconosciute dalla Procura del Tribunale per i Minorenni di Napoli. In queste settimane è in piena attuazione il progetto di start-up denominato “Comunità Alloggio 4.0”, pensato per i minori ospiti e finalizzato alla costruzione di percorsi educativi personalizzati.

Il progetto punta in particolare sull’accompagnamento all’autonomia attraverso attività di educazione digitale e formazione professionale, con l’obiettivo di potenziare le competenze dei ragazzi e favorire la loro inclusione sociale e lavorativa. Un modello innovativo che guarda al futuro, preparando i giovani ad affrontare le sfide del mondo contemporaneo.

L'ex bene di Giovanni Garofalo diventa casa per minori in affido

Le autorità: “Un modello virtuoso per il territorio”

A illustrare le attività della struttura è stato il presidente della cooperativa sociale Hermes Pasquale Laudando: «La comunità accoglierà minori tra i 13 e i 18 anni. Parallelamente abbiamo avviato un centro diurno polifunzionale che offrirà percorsi di inclusione, orientamento e inserimento lavorativo. La nostra ambizione è valorizzare le potenzialità di ogni ragazzo e aiutarlo a costruire il proprio progetto di vita».

Per la presidente di Agrorinasce, Maria Antonietta Troncone, l’apertura del centro assume un forte valore simbolico e concreto: «Un immobile sottratto alla criminalità organizzata viene restituito alla collettività con una finalità sociale. La collaborazione tra l’ente comunale e il Terzo Settore consente di rispondere concretamente al bisogno di creare un luogo di accoglienza e tutela per minori che vivono situazioni di fragilità».

Il progetto, ha evidenziato l’amministratore delegato di Agrorinasce Giovanni Allucci, interpreta pienamente la missione della società consortile: «Oggi è stata una giornata importante perché inaugurare un centro per minori in un bene confiscato è sempre una notizia bella; è poi ovviamente il risultato di un lavoro duro che parte dall’azione giudiziaria delle forze di polizia e della magistratura e arriva fino alla confisca dopo molti anni. C’è dunque il lavoro dell’agenzia, c’è poi il lavoro del Comune di San Marcellino e di Agrorinasce per riconsegnare una struttura che prima era vandalizzata ed è poi invece diventata una cosa bella non solo esteticamente, ma anche come attività sociale. La destinazione ai minori è il segnale più bello che si può dare per un luogo dove i più piccoli minori possono trovare una storia alternativa, altrimenti segnata dalla bruttezza».

Anacleto Colombiano

Nel suo intervento, il sindaco di San Marcellino e presidente della Provincia di Caserta Anacleto Colombiano ha sottolineato il significato della nuova struttura per il territorio: «Qui nasceranno relazioni, si costruiranno percorsi di autonomia e si formeranno cittadini consapevoli. Questo luogo dimostra che nessun territorio è condannato al proprio passato e che le comunità possono trasformare le ferite in opportunità. Da oggi queste mura non parleranno più di sopraffazione criminale, ma di accoglienza, educazione, crescita e futuro».

Anche il consigliere regionale Vincenzo Santangelo ha rimarcato il valore di una giornata da ritenersi storica perché un bene confiscato alla camorra viene restituito alla parte giovane della società civile per guardare al futuro con speranza e nel segno della legalità.

Il procuratore aggiunto della DDA di Napoli Michele Del Prete, responsabile delle indagini sui clan casertani, ha definito l’apertura del centro «un segnale forte per questa terra», ricordando il lavoro svolto negli anni da magistrati e forze dell’ordine nella lotta alla criminalità organizzata. Del Prete ha evidenziato l’importanza “della legislazione antimafia e del sistema di riutilizzo dei beni confiscati, riconosciuto come modello anche a livello internazionale, sottolineando come iniziative di questo tipo rappresentino un importante strumento di riscatto sociale e culturale, soprattutto per le nuove generazioni. Noi speriamo innanzitutto che quello che è stato costruito in questi anni sotto il profilo della legislazione antimafia non venga poi dimenticato, perché assistiamo sempre a dei segnali da parte di qualche appartenente alle compagini governative che tende in qualche modo a sminuire diciamo il valore di questa legislazione“.

Per la procuratrice aggiunta di Napoli Nord Annamaria Lucchetta, il risultato raggiunto è il frutto di un efficace lavoro di rete: «La confisca dei beni è solo il primo passo. È fondamentale che questi immobili non restino abbandonati ma vengano restituiti alla collettività. Qui la sinergia tra istituzioni, Regione Campania, Comune di San Marcellino, Agrorinasce e cooperativa Hermes ha consentito di trasformare un bene sottratto alla criminalità in un luogo destinato ai minori e al loro futuro».

Anche il presidente della sezione penale del Tribunale di Napoli Nord Luigi Buono ha rimarcato il valore educativo dell’iniziativa: «Il riutilizzo sociale dei beni confiscati contribuisce concretamente alla costruzione della cultura della legalità. Le attività che saranno svolte in questo centro restituiscono alla collettività ciò che era stato sottratto e rappresentano un presidio contro l’illegalità».

Il Prefetto di Caserta Lucia Volpe ha posto l’attenzione sulla responsabilità collettiva verso i più giovani: «Occuparsi dei minori è un dovere civile e sociale. I ragazzi più fragili devono essere accompagnati in un percorso educativo che consenta loro di diventare cittadini consapevoli, autonomi e liberi. Strutture come questa rappresentano un messaggio forte contro ogni forma di devianza e testimoniano il valore della comunità civile quando si mobilita a sostegno dei più deboli».

L’inaugurazione del centro rappresenta così un esempio concreto di come i beni confiscati possano trasformarsi in opportunità di crescita e inclusione, restituendo alla comunità spazi dedicati alla legalità, alla solidarietà e alla tutela delle nuove generazioni