A San Prisco la mostra “Matres Matutae – tra pop art ed avanguardia” dal 7 al 10 dicembre

GIORDANI
SANCARLO50-700
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Venerdì 8 dicembre presso il Municipio di San Prisco sarà inaugurata la mostra dal titolo “Matres Matutae – tra pop art ed avanguardia” organizzata dall’associazione Opus Est in collaborazione con il Comune di San Prisco.

La mostra sarà visitabile fino al 10 dicembre nella Sala Consiliare del Comune di San Prisco, in piazza Cardella, con orari dalle 17:00 alle 20:30. Espongono gli artisti, Attilio Del Giudice, Carmine Posillipo, Livio Marino, Paolo Ventriglia, Antonello Tagliafierro, Lorenzo Riviello, Saverio Maietta, Marco Falco (#SMCVPOP), Sabrina Russo e Daniela Colonna.

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Vernissage alla presenza degli artisti con i saluti istituzionali del sindaco del Comune di San Prisco, dott. Domenico D’Angelo e della presidentessa di Opus Est, archeologa e professoressa Caterina Monte che illustrerà gli intenti dell’esposizione con una breve presentazione anche dell’associazione.

Durante la serata di chiusura della mostra, invece, ci sarà la presentazione del libro ‘Una legione per Traiano – La scelta di Nerva’, dello scrittore e divulgatore storico Ivan La Cioppa, vicepresidente dell’associazione Opus Est e samprischese, che con i suoi romanzi sta riscuotendo grande successo sia in Italia che nella galassia ispanica, dalla penisola iberica fino al latinoamerica. La presentazione sarà moderata da Marco Falco, giornalista e collaboratore dell’autore.

Dopo le iniziative coi bambini delle scuole di San Prisco sulle tematiche del verde e del ripopolamento naturale del Tifata, Opus Est si prepara così, con una mostra di alto profilo, ad un 2024 ricco di iniziative culturali tese a valorizzare le bellezze e le potenzialità del territorio non solo in ambito comunale, ma di Terra di Lavoro in generale.

Il culto della Mater Matuta, la Grande Madre, è attestato sin dalle epoche più antiche in Campania con templi dedicati, tra cui spicca quello scoperto tra il 1845 e il 1873, in località Fondo Patturelli nell’odierno Comune di Curti, con oltre 150 statue di matres in tufo rinvenute. Questa roccia, il tufo, dalle caratteristiche peculiari per duttilità e resistenza, costituiva la più importante risorsa naturale del Monte Tifata, ai piedi del quale sorge l’odierna cittadina di San Prisco, territorio un tempo di pertinenza dell’Antica Capua. L’immagine della dea è stata reinterpretata in forme e stili diversi dagli artisti attraverso personali codici visivi che spaziano dall’astrazione formale ad interpretazioni patafisiche e di denuncia morale di problematiche sociali. Il simbolo della dea funge così da cassa di risonanza per ciò che oggi significa “maternità” e il ruolo della donna nel dare la vita oggi.