Sanremo 2018, la scenografia di Emanuela Trixie Zitkowsky come una “città del futuro”

Acciaio, percorsi di luce e il 'colore' bianco dominante, per sottlineare la "purezza dell'arte": così la responsabile della nuova veste del 68° Festival di Sanremo racconta la scenografia che avvolgerà le canzoni davanti ai milioni di telespettatori e ai 1.273 ospiti seduti ial Teatro Ariston

A poco più di una settimana dall’inizio, dopo gli ospiti internazionali e i duetti, con il sorprendete binomio Lo Stato Sociale-Il Piccolo Coro dell’Antoniano, Sanremo entra nel vivo. Anzi, diventa ‘vivo’. Il 68° Festival della Canzone Italiana, che quest’anno si terrà dal 6 al 10 febbraio, avrà un abito completamente rinnovato: “La scenografia, pensata come un auditorium, è concepita prospetticamente per espandersi nel Teatro Ariston. Maglie larghe in acciaio – quasi vie – costruiscono un legame con l’esterno attraverso percorsi di luce. Il bianco trionfa: purezza dell’arte“, spiega Emanuela Trixie Zitkowsky, scenografa della kermesse canora.

La musica al suo interno, proprio grazie a queste maglie di legami, esce all’esterno traendo ispirazione e motivo di esistere. Gli elementi architettonici donano volumi di scena a rappresentare un agglomerato urbano, una città del futuro. Attraverso due spirali video che si innalzano e si elevano in torsione elicoidale per aiutare la musica ad innalzarsi verso nuovi orizzonti. Gli archi acustici trovano verticalità per aiutare i suoni a diventare universali”, ha proseguito Zitkowsky, raccontando l’incontro tra luce, immagine e architettura sul palco dell’Ariston che accompagnerà lo spettacolo delle canzoni davanti ai milioni di telespettatori a casa e ai 1273 spettatori seduti in teatro.

“Mille metri quadrati di video e di luce – prosegue la scenografa – trasformano il tempio immacolato in una tavolozza dai mille colori. Un sipario progettato in quattro lame scende e preserva gli spazi preannunciando nuove visioni attraverso le sue 4.870 lampadine a goccia che richiamano il passato ma custodiscono nel nucleo nuove tecnologie proiettate nel futuro”.

Fonte: www.repubblica.it