Sanremo: considerazioni finali sul Festival appena concluso e non solo…

Elodie durante la sua ottima performance nel corso della terza serata del Festival
Elodie alla terza serata del Festival di Sanremo (Matteo Rasero/LaPresse)

Si è appena conclusa l’edizione più difficile nella storia del Festival di Sanremo, in quanto evento svolto in piena pandemia e senza pubblico in sala

Nonostante ciò, si sono portate a termine in maniera più che dignitosa le cinque serate, (che a onor del vero a tratti sono parse un sequestro di persona per l’orario notturno proibitivo in cui sono terminate), pur se non sono mancati intoppi legati alla situazione epidemiologica attuale: il caso più eclatante è stata la partecipazione in “dad” di Irama, il quale è stato messo in quarantena dopo la positività di alcuni membri del suo staff e che per tal motivo non ha mai potuto esibirsi ma ha gareggiato con la registrazione delle sue prove.

Il podio finale è stato conquistato da Ermal Meta che ha presentato una ballata coinvolgente già al suo primo ascolto, dal duo Fedez/Michielin che hanno rimontato la classifica a suon di followers della Ferragni, e dai vincitori Maneskin che hanno portato il rock sul palco dell’Ariston e siamo certi ci daranno tante soddisfazioni all’Eurovision.

Premio della critica è andato a Willie Peyote, il cui testo della canzone in gara è veramente valido ed ha fotografato perfettamente la situazione attuale dei lavoratori dello spettacolo “Riapriamo gli stadi, ma non teatri né live. Magari faccio due palleggi, mai dire mai”.

Ed il problema spinoso dei lavoratori dello spettacolo, ormai fermi da un anno causa pandemia, è stato affrontato anche nella quarta serata dalle ospiti Alessandra Amoroso e Matilde Gioli, che gli hanno reso omaggio con un monologo terminato con gli applausi di esponenti della musica e del cinema: l’intento era buono, ma penso sia stata un’occasione mancata, in quanto non si può trattare una tematica tanto delicata all’una di notte e più che di applausi registrati, gli operatori dello spettacolo avrebbero bisogno di ritrovare la dignità che solo il lavoro può dare e qualora ciò non fosse possibile, di ausili adeguati ed immediati.

Non analizzerò il contorno del Festival fatto di conduttori, ospiti, gag più o meno riuscite, poiché la protagonista principale mai come quest’anno deve essere solo la musica: a tal riguardo invito radio e fan a sostenere gli artisti anche ora che si sono chiusi i sipari; sipari che ci auguriamo riaprano a breve in tutti i teatri, cinema e affini di Italia affinché ci si possa stringere in un unico abbraccio fatto di persone, emozioni, applausi veri, fatto cioè di vita.