Caserta, dopo 31 anni Don Primo non è più Rettore di Santa Lucia; domenica ci sarà il passaggio delle consegne tra qualche polemica

Santuario di Santa Lucia e della Divina Misericordia

Caserta – Una comunicazione forse attesa, ma in qualche modo sempre inaspettata: dopo 31 anni di reggenza presso il Santuario di Santa Lucia, luogo di culto della Divina Misericordia che da Caserta si è diffusa in tutta Italia, Don Primo Poggi, piacentino di nascita, casertano di adozione, non sarà più il parroco reggente. Al suo posto Don Sergio Adimari, finora alla cura della parrocchia di San Bartolomeo a Centurano, che il nostro Don Primo continuerà ad affiancare delle vesti di padre confessore. Causale ufficiale dell’esonero, l’età avanzata e la sua cagionevole salute.

E raccontata così può sembrare una mera comunicazione, ma così non è, troppe cose in pentola, troppe vicende in sospeso, troppe missioni di cui ancora non si conosce obiettivo e destinazione. Come ci spiegano amareggiati i collaboratori di Don Primo da trent’anni al suo fianco, Carmela, Gennaro e prima tra tutti Anna Di Cesare, che con la sua famiglia, la famiglia De Maio ha provveduto insieme a Don Primo a mandare avanti l’intero complesso del Santuario, accogliendo a volte migliaia di fedeli che accorrevano per celebrare il culto della Divina Misericordia, da lei stessa, missionaria laica, portato in giro in tutta Italia.
Un anno – ci racconta Gennaro – era a metà degli anni 90, arrivarono 78 pullman, dovemmo celebrare funzione al Palamaggiò“.

Insomma un luogo di culto amato e frequentato il Santuario di Santa Lucia, dove tante vocazioni sono nate e cresciute, eppure chiuso già da due mesi, per una questione di inagibilità dicono. Intanto i fedeli continuano ad accorrere, ogni 22 del mese arrivano pellegrini da fuori Caserta ed organizzare le celebrazioni nella chiesetta adiacente il santuario, un vero morso, è davvero difficile per non dire impossibile.

Abbiamo bisogno del coinvolgimento della comunità – ci spiega Anna Di Cesare – sono al fianco di Don Primo da 31 anni, sono stata io a portarlo a Caserta e a diffondere il culto della Divina Misericordia per cui tanti accorrevano e accorrono a Santa Lucia. Però siamo amareggiati, il santuario chiuso da due mesi e nessuno ci dice quando inizieranno i lavori per ripristinare quelle poche crepe. Non si capisce le competenze di chi siano, Comune, Prefettura, Curia, non si capisce cosa ne sarà di tutti noi che siamo qui dopo che Don Sergio si sarà insediato. Il documento della diocesi giunto il 7 maggio, delibera non solo l’esonero di Don Primo quale Rettore reggente, ma anche stabilisce dopo 30 anni il decreto formale di Santa Lucia quale santuario di pellegrinaggio. E allora per trent’anni noi cosa siamo stati? Il culto della Divina Misericordia senza decreto vescovile che cos’è stato. A questo punto perchè non fare un decreto ufficiale anche per la Divina Misericordia?

Don Primo, da poco uscito dall’ospedale è però davvero in forma e soprattutto operativo, prima l’incontro con il dottore, subito dopo l’intervista e poi le confessioni. “Come fa Don Primo a conservare le forze”? gli chiediamo e lui con la semplicità di chi bada ai contenuti più che alla forma ci risponde: “In tutti questi anni ne abbiamo avute di vicissitudini, ma io sono ancora qua, a confessare le persone e a portare l’amore di Dio a chi ha bisogno della Sua Parola. Benvenuto Don Sergio, speriamo che insieme si possa ripristinare il santuario ed accogliere i fedeli che continuano ad arrivare.

Intanto domenica 12 maggio, nel bel mezzo di tutti questi interrogativi, alla presenza del Vescovo Giovanni D’Alise, ci sarà il passaggio ufficiale delle consegne a Don Sergio Adimari.
E’ in qualche modo finita un’era.