Sarri bianconero: la rivoluzione dello stile Juve. Una nuova era, in antitesi con le tradizioni della Vecchia Signora

Maurizio Sarri, nuovo tecnico della Juventus

Ci è voluto oltre un mese, ma finalmente Habemus Papam. Una delle trattative più lunghe ed estenuanti che il calcio moderno ricordi, quella che alla fine ha dato l’esito da tutti atteso: Sarri alla Juventus. Una scelta diametralmente opposta alle soluzioni cercate prima del tecnico toscano, in antitesi con tutto ciò che la Juve ha sempre rappresentato e voluto, in termini di stile e tipologia di manager. Un uomo che si è fatto da solo, senza un passato da giocatore, in tuta e che appena sette anni fa veniva esonerato: dal Sorrento.

Forse lui stesso ha accettato consapevole di non essere stato mai la prima scelta. Il sogno Guardiola prima, la suggestione Mourinho poi, fino ai tentativi vani e consapevoli per Pochettino e soprattutto Klopp. L’arrivo del tecnico nato a Napoli, con un passato importante nella città del Vesuvio, sconvolge e sorprende: inevitabile che lo sbarco di Sarri a Torino spacchi in due la tifoseria bianconera, oltre a portarsi dietro un vagone di odio dei tifosi napoletani.

Dopo tutto, i seguaci della Juventus sono abituati di recente a dover mal digerire l’arrivo del nuovo allenatore, salvo poi ricredersi per la maggior parte di essi. Era accaduto lo stesso cinque anni fa, dopo il sorprendente addio di Conte e l’arrivo di Allegri, dopo gli anni a farsi la guerra al Milan e quel caso Muntari che sembrava avesse reso impossibile pensare ad una situazione del genere. Poi, cinque scudetti, qualche coppa Nazionale e due finali di Champions utili a catturare il benestare e l’affetto di buona parte della tifoseria. Lo stesso sarà con Sarri?

L’Italia si interroga circa il sì dell’ex allenatore dei partenopei, se sia stato giusto o meno far prevalere una scelta professionale ad una di cuore: di certo, i tifosi del Napoli, hanno le idee ben chiare a riguardo e l’accoglienza al San Paolo non sarà certamente tenera. Gli mancava l’Italia, la riabbraccerà nel luogo più inaspettato ed avverso. Arriva dopo un anno soltanto di Chelsea, dove però ha raccolto il primo titolo della sua carriera: un titolo europeo, quello che tutti sognano da tempo a Torino, sponda bianconera.

Sarri porterà inevitabilmente una rivoluzione: di gioco, di uomini, di metodo, ma soprattutto di stile. È uno che non le manda a dire, è maniacale, poco attendo alla forma e molto alla sostanza, ha le sue idee e difficilmente le abbandona: avrà a disposizione campioni esperti e giovani, a cui convincere che la sua filosofia di calcio è quella giusta per trionfare anche in Europa. Non ci sono riusciti in passato Allegri e Conte, i tifosi si chiedono perché debba e possa farcela proprio lui.

Il rapporto con la piazza sarà cruciale, il passato non si dimentica, il contratto firmato per tre anni è solo apparenza: Sarri-Juve può andare solo in due modi, lontani anni luce fra loro. Un disastro totale, o uno dei matrimoni più assurdi, ma riusciti di sempre.